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“E’ questa la vera rivoluzione
del centrodestra lucano”

Basilicata

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POTENZA - A chiedere di anticipare cifre, sorridono, sapendo che sarebbe un azzardo. Ma sono tranquilli al quartiere generale di Fratelli d’Italia, indaffarati, ma tranquilli. «Abbiamo la consapevolezza che è un primo esperimento di primarie nel centrodestra. È già una vittoria grande così, no?» Poi, il fatto che in Basilicata la squadra di affezionati e militanti cresca di giorno in giorno «non può che renderci orgogliosi».

Gianni Rosa, che del movimento è il consigliere regionale eletto e coordinatore, prova a spiegare che cosa significano per il centrodestra le primarie che domani e domenica daranno forma al partito. Ci sono da scegliere nome, simbolo e gruppo di grandi elettori, quelli che andranno al congresso per selezionare al classe dirigente. Candidato unico alla presidenza nazionale, Giorgia Meloni.

«Stiamo utilizzando le strutture e gli spazi che ci hanno dato disponibilità - dice Rosa - con una decina di gazebo per provincia e due grossi punti di raccolta in piazza a Matera e Potenza». Proprio a Potenza, oggi, i militanti e gli iscritti potranno prendere parte all’assemblea regionale. «Un momento particolare, in cui tutti potranno prendere la parola. Non ci sarà neanche il tavolo della presidenza».

Cambia, spiega, un’intera prospettiva. «Usciamo dopo un ciclo lungo per il centrodestra in cui le decisioni sono state calate dall’alto. Ora la base può scegliere la propria classe dirigente, può decidere da chi farsi guidare». Potrà anche dare indicazioni su temi e questione aperte nel Paese: alcune domande (con risposta sì/no) completeranno la scheda che sarà distribuita ai gazebo durante le primarie. In Basilicata si aspettano una buona risposta. «Qui, ormai da qualche mese, stiamo lavorando e facendo un’opposizione circostanziata. Con gli alleati ci siamo stretti la mano, prendendo impegni sul ruolo da avere in regione: opposizione solida e rigorosa». Obiettivo da tenere sotto controllo nel tempo, mentre il partito prende forma.

«Fratelli d’Italia non è una riedizione di An, di cui conserviamo i valori non negoziabili, legati alla nostra storia ideologica. Ma oggi li inseriamo in un tempo diverso». E in un progetto nuovo. Lontani, dice, per esempio, da un assetto come quello di Forza Italia, «partito datoriale».

Piuttosto «recuperiamo culture diverse, generazioni nate in un tempo lontano dalle ideologie». L’unica regola che al momento si sono dati si riassume nello slogan applicato gi' durante la campagna di tesseramento della scorsa estate «Tra la gente». Hanno girato tra piazze, mercati, centri commerciali. «Continueremo a farlo perché in un momento di grande distacco della popolazione alla politica, dobbiamo essere in grado di dare risposte che hanno a che fare con la fiducia. Dobbiamo usare parole diverse, poi metterle in pratica».

Al governo lucano stanno già facendo le pulci. «Lo dicono i numeri: 170 delibere, di cui per due terzi atti dovuti, non ha fatto molto Marcello Pittella. Gli atti politici si contano su una mano. Stiamo perdendo tempo. E la Basilicata non può permetterselo». Con promessa di battagliare su argomenti delicati. Come i fondi destinati all’università lucana. «I dati di risultato sono drammatici, pochi iscritti, bassa qualità. Come vengono spesi i finanziamenti regionali?». C’è poi un altro tema su cui Rosa sta puntando: le questioni ambientali. Dalla Siderpotenza, al Centro Oli di Viggiano, alla ValBasento. Sono questioni all’ordine del giorno, li affrontiamo dai banchi di opposizione, certo. Ma con convinzione e senza consociativismo».

s.lorusso@luedi.it

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