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Delrio ammette: «Su Gratteri una nostra ingenuità»
E Renzi twitta: «Il suo piano è sul mio tavolo»

Calabria

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TIENE banco il caso Gratteri nelle prime ore di vita del governo Renzi. A raccontare i retroscena della mancata nomina a guardasigilli del procuratore aggiunto di Reggio Calabria è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Ospite in tv alla trasmissione "In 1/2 ora" di Lucia Annunziata, il braccio destro di Renzi dichiara: «Gratteri era in corsa, eravamo molto determinati sulla scelta di Gratteri, ma c'era problema molto serio che non avevamo valutato, una grossa ingenuità. Il fatto che un magistrato non vada al ministero della Giustizia è una regola che è impossibile da eludere».

E' la conferma ufficiale dello stop imposto dal presidente della Repubblica all'ipotesi formulata dal premier incaricato. Ma Delrio prende le distanze da altre interpretazioni: «Assolutamente non c'entra nulla Berlusconi - afferma -. Le nostre proposte non sono state concertate con nessuno, solo con Capo dello Stato, ci è stato di grande aiuto». Sulla vicenda non vuole rilasciare dichiarazioni il protagonista mancato, che da Reggio Calabria si trincera dietro a un ferreo "no comment".

Per Gratteri, comunque, si profila un nuovo ruolo: «Lui sa - ha detto Delrio - che se vuole fare il consulente del presidente del Consiglio per la criminalità, le porte di palazzo Chigi sono sempre aperte». E su twitter è stato lo stesso premier a chiamare in causa il magistrato. A @pbonini1978 che ricorda il piano Gratteri, il premier risponde: "E' uno dei dossier più interessanti, Paolo. E’ sul tavolo". 

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