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Governo, bufera su nomina di Gentile a sottosegretario
Il Pd: «Un errore». I grillini: «Renzi già un rottame»

Calabria

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LA nomina del senatore cosentino Antonio Gentile a sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti rischia di trascinare il primo governo Renzi in una bufera. Nei giorni scorsi, l'esponente del Ncd è saltato alla ribalta della cronaca per il caso denunciato dal direttore dell'Ora della Calabria, secondo il quale le pressioni del senatore avrebbero impedito la stampa del giornale per evitare la pubblicazione della notizia sull'indagine che riguarda suo figlio, Andrea Gentile (LEGGI). 

GRAMELLINI: "SIA GENTILE" - Proprio mentre il Governo annunciava la nomina dei sottosegretari, sul web veniva diffuso l’audio integrale della telefonata fra De Rose e Alfredo Citrigno, editore dell’Ora della Calabria. Sui social network si è scatenato un vortice di commenti negativi per l'incarico al politico cosentino. In un editoriale sulla Stampa (LEGGI), anche Massimo Gramellini invita il premier a essere "gentile con Gentile" e ad accompagnarlo "alla porta": "Non può capitare - scrive Gramellini - che, appena dieci giorni dopo (il caso dell'Ora, ndr), la persona su cui aleggia un sospetto simile venga nominata sottosegretario. E nemmeno all’Editoria, settore col quale parrebbe avere una certa dimestichezza. Alle Infrastrutture, pozzo senza fondo di appalti pubblici".

LE LODI DI SCOPELLITI, MAGORNO PRUDENTE - In Calabria, il governatore Scopelliti, che con Gentile guida le schiere dei seguaci di Alfano nella regione, ha salutato la nomina come un «riconoscimento importantissimo per tutti i calabresi». Sul fronte Pd, invece, sempre ieri il neo-segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, renziano della prima ora, aveva diffuso una nota sulla vicenda dell'Ora in cui scriveva: «Il mio auspicio è che vengano chiariti agli occhi dei calabresi gli aspetti più controversi di questa pagina,  sicuramente da dimenticare, nel rapporto tra informazione, politica ed editoria».

Ventiquattro ore dopo, Magorno torna sulla nomina di Gentile e la definisce «un errore»: «E' un’indicazione, infatti, che va nella direzione della conservazione, una direzione opposta alla nostra che è invece quella del cambiamento. Se il centrodestra, poi, pensa che vi sia una qualche forma di tregua nei suoi confronti, sbaglia di grosso»

L'APPELLO DI LO POLITO - E' toccato però a Mimmo Lo Polito, candidato alla segreteria regionale dei democratici nelle fila dei civatiani, prendere posizione per primo sulla nomina: «Mi rivolgo al segretario regionale - scrive in una nota - e al presidente dell’assemblea del Pd, Peppino Vallone, invitandoli a cogliere al volo l'occasione di questa nomina imbarazzante a sottosegretario del senatore Antonio Gentile, per ricostruire l’unità del nostro partito calabrese. Come civatiani avevamo mantenuto una posizione terza, dando, però, la disponibilità a lavorare per costruire un unico grande partito calabrese. La nomina del senatore Gentile rappresenta uno schiaffo per l’intera Calabria ed un soffocamento anche della speranza per le ambizioni di rinnovamento del nostro partito. Con questa nomina viene indebolita l’azione del segretario Magorno che, legittimamente, aveva posto al centro della propria azione politica il tema della legalità e delle immediate dimissioni del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti». Da qui l'appello a prendere posizione formalmente, chiedendo anche le dimissioni del neo sottosegretario.

Interviene in seguito anche Massimo Canale, che alle primarie per la segreteria Pd era il candidato dell'area Cuperlo: «Non ci aspettavamo che il neo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, potesse ritenere opportuno nominare il sen. Gentile - al centro del ciclone proprio per la vicenda relativa alla censura de L'Ora della Calabria, per il tramite dello stampatore De Rose, da quanto si evince dall’audio originale della telefonata nella sua compagine di Governo, con il ruolo di Sottosegretario alle Infrastrutture», afferma. Una scelta che defisce «politicamente inopportuna che Gentile stesso dovrebbe rifiutare in attesa di chiarire la sua posizione, soprattutto ai calabresi che hanno visto leso il loro diritto ad essere informati».

M5S: "RENZI GIA' UN ROTTAME" -  «La nomina a sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti del senatore Antonio Gentile è la dimostrazione che Renzi è già un rottame»: è quanto affermano invece i parlamentari calabresi M5S Dalila Nesci, Federica Dieni, Nicola Morra e Paolo Parentela, ricordando che al Senato c'è un’interrogazione di Morra sul silenzio imposto al quotidiano "L'Ora della Calabria". I quattro parlamentari proseguono: «Renzi è diventato presidente del Consiglio con una mossa di palazzo. Poi ha mostrato la sua vera funzione, quella di garante di una banda di potere vecchia, marcia e responsabile dello sfascio delle istituzioni e della conseguente precarietà dei giovani». 

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