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Pd ancora diviso tra regole e cavilli
Braia e Margiotta candidati sicuri

Basilicata

Tempo di lettura: 
6 minuti 51 secondi

 

di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Due candidati ufficiali: Margiotta e Braia. Altri che si vogliono aggiungere (almeno 5) oltre la prima scadenza  e il problema delle regole e dei termini ormai scaduti. Insomma: un delirio. Il congresso regionale del Partito democratico diventa un caso. E volendo, anche anagrammando, caso diventa caos e si rende bene lo stesso l’idea di quello che sta accadendo. Perchè anche su una questione che dovrebbe essere semplice semplice si rischia di arrivare alla carte bollate. In pratica venerdì scorso alle 20 scadevano i termini per la presentazione delle candidature alla segreteria regionale. Scadenza che era stata fissata, dopo aver ottenuto l’ok al primo rinvio del congresso da Roma, durante una scorsa riunione della Direzione regionale del Pd lucano. 
Poi lunedì scorso, visto che in definitiva la situazione non era chiara a nessuno, il segretario regionale Vito De Filippo ha chiesto ai quadri romani del partito un ennesimo rinvio. Almeno della scadenza dei termini per la presentazione delle firme degli eventuali candidati segretari. 
Fin qui nulla di strano. Tutto secondo copione. Poi però da Roma non è arrivata nessuna risposta. E sarebbe stato strano il contrario visto che il Pd nazionale era in piena fibrillazione per la composizione del governo del nuovo premier Renzi. E a dirla tutta pure i colonnelli democratici lucani non è che avessero come primo pensiero il prossimo congresso regionale visto che in molti si giocavano un loro ingresso nella squadra di governo. In primis il segretario regionale De Filippo che infatti è stato nominato, alla fine dei giochi, sottosegretario di Stato alla Sanità. 
Ma evidentemente ieri, dopo le nomine è tornato all’ordine del giorno il tema congresso mentre mancavano solo poche ore alla scadenza dei termini. A quel punto senza comunicazione da Roma, De Filippo ha chiesto in due lettere ufficiali al presidente dell’Assemblea regionale e al responsabile della Commissione regionale per il Congresso, Giuseppe Laguardia la convocazione della Direzione regionale del Partito per “garantire la massima partecipazione democratica al dibattito congressuale e alla definizione degli organi di partito”. Contestualmente è stato decisa la proroga dei termini per l’accettazione delle candidature da discutere nella riunione della Direzione regionale convocata urgentemente per domani. 
Il tutto con comunicazioni ufficiali partite dalla segreteria regionale del Pd  in cui si parlava di un generico rinvio delle scadenze. La questione sembrava risolta tacitamente. Tranne il fatto che entro le 20 il deputato Salvatore Margiotta e l’ex assessore regionale Luca Braia hanno varcato la soglia della sede del Pd per presentare le proprie candidature entro i termini originari con tutto il corredo di firme e documenti. Di più. Braia ha anche fatto a mettere a verbale di essersi candidato entro i termini decisi dalla riunione della Direzione regionale. 
Passano alcune ore quindi e la “polemica” viene sollevata da Margiotta su Twitter: «Assenso Roma al rinvio (auspicabile) mai arrivato». La situazione quindi si complica. Può la Direzione regionale decidere il rinvio delle proroghe dopo che le stesse sono scadute? E perchè il primo rinvio è stato chiesto (lunedì scorso) a Roma se invece poteva essere deciso direttamente dai livello lucani?
La sensazione è sia stato fatto un “pasticcio”. Probabilmente rimediabile. Sia Braia e sia Margiotta ieri hanno spiegato di voler ascoltare le ragioni regolamentari che saranno presentate surenate la Direzione di domani. Al momento quindi non sono partiti “ricorsi” alla Commissione di garanzia delle regole del Pd nazionale. Ma è ovvio che loro sono al momento gli unici certi di giocarsi la partita della segretria regionale. Gli altri si vedrà. Di certo vogliono giocarsi le proprie carte in molti tra cui quasi sicuramente Vito Santarsiero, Pasquina Botta, Vincenzo Santochirico, Giovanni Casaletto, Antonietta Botta, Carlo Chiurazzi, Vincenzo La Regina. Insomma da un lato ci potrebbe essere una sfida solo a due (entrambi renziani) se passasse la linea dell’intransigenza, dall’altro si potrebbe assistere a uno scontro affollatissimo. 
 

POTENZA - Due candidati ufficiali: Margiotta e Braia. Altri che si vogliono aggiungere (almeno 5) oltre la prima scadenza  e il problema delle regole e dei termini ormai scaduti. Insomma: un delirio. Il congresso regionale del Partito democratico diventa un caso. 

 

E volendo, anche anagrammando, caso diventa caos e si rende bene lo stesso l’idea di quello che sta accadendo. Perchè anche su una questione che dovrebbe essere semplice semplice si rischia di arrivare alla carte bollate. In pratica venerdì scorso alle 20 scadevano i termini per la presentazione delle candidature alla segreteria regionale. 

Scadenza che era stata fissata, dopo aver ottenuto l’ok al primo rinvio del congresso da Roma, durante una scorsa riunione della Direzione regionale del Pd lucano. Poi lunedì scorso, visto che in definitiva la situazione non era chiara a nessuno, il segretario regionale Vito De Filippo ha chiesto ai quadri romani del partito un ennesimo rinvio. Almeno della scadenza dei termini per la presentazione delle firme degli eventuali candidati segretari. Fin qui nulla di strano. Tutto secondo copione. Poi però da Roma non è arrivata nessuna risposta. 

E sarebbe stato strano il contrario visto che il Pd nazionale era in piena fibrillazione per la composizione del governo del nuovo premier Renzi.

 E a dirla tutta pure i colonnelli democratici lucani non è che avessero come primo pensiero il prossimo congresso regionale visto che in molti si giocavano un loro ingresso nella squadra di governo. In primis il segretario regionale De Filippo che infatti è stato nominato, alla fine dei giochi, sottosegretario di Stato alla Sanità. Ma evidentemente ieri, dopo le nomine è tornato all’ordine del giorno il tema congresso mentre mancavano solo poche ore alla scadenza dei termini. 

A quel punto senza comunicazione da Roma, De Filippo ha chiesto in due lettere ufficiali al presidente dell’Assemblea regionale e al responsabile della Commissione regionale per il Congresso, Giuseppe Laguardia la convocazione della Direzione regionale del Partito per “garantire la massima partecipazione democratica al dibattito congressuale e alla definizione degli organi di partito”. 

Contestualmente è stato decisa la proroga dei termini per l’accettazione delle candidature da discutere nella riunione della Direzione regionale convocata urgentemente per domani. Il tutto con comunicazioni ufficiali partite dalla segreteria regionale del Pd  in cui si parlava di un generico rinvio delle scadenze. La questione sembrava risolta tacitamente. Tranne il fatto che entro le 20 il deputato Salvatore Margiotta e l’ex assessore regionale Luca Braia hanno varcato la soglia della sede del Pd per presentare le proprie candidature entro i termini originari con tutto il corredo di firme e documenti. 

Di più. Braia ha anche fatto a mettere a verbale di essersi candidato entro i termini decisi dalla riunione della Direzione regionale. Passano alcune ore quindi e la “polemica” viene sollevata da Margiotta su Twitter: «Assenso Roma al rinvio (auspicabile) mai arrivato». 

La situazione quindi si complica. Può la Direzione regionale decidere il rinvio delle proroghe dopo che le stesse sono scadute? E perchè il primo rinvio è stato chiesto (lunedì scorso) a Roma se invece poteva essere deciso direttamente dai livello lucani?La sensazione è sia stato fatto un “pasticcio”. 

Probabilmente rimediabile. Sia Braia e sia Margiotta ieri hanno spiegato di voler ascoltare le ragioni regolamentari che saranno presentate surenate la Direzione di domani. 

Al momento quindi non sono partiti “ricorsi” alla Commissione di garanzia delle regole del Pd nazionale. Ma è ovvio che loro sono al momento gli unici certi di giocarsi la partita della segretria regionale. Gli altri si vedrà. Di certo vogliono giocarsi le proprie carte in molti tra cui quasi sicuramente Vito Santarsiero, Pasquina Botta, Vincenzo Santochirico, Giovanni Casaletto, Antonietta Botta, Carlo Chiurazzi, Vincenzo La Regina. 

Insomma da un lato ci potrebbe essere una sfida solo a due (entrambi renziani) se passasse la linea dell’intransigenza, dall’altro si potrebbe assistere a uno scontro affollatissimo. 

 

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