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Gentile: «Contro di me macchina del fango»
Il Pd chiede le dimissioni, Ndc lo difende

Calabria

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NEGLI ultimi giorni è al centro di una polemica nazionale. Accusato da tutti, al punto che contro di lui è scesa in campo (quasi) tutta la politica, con il Pd che ne ha chiesto ad ogni livello le dimissioni, mentre a difenderlo restano solo Scopelliti e il Nuovo centro destra (LEGGI LE POLEMICHE TRA DIFESE E ATTACCHI). Così, dopo il silenzio, Antonio Gentile, sottosegretario del Governo Renzi, ha scelto di contrattaccare e lo fa con una dura nota in cui prova a fornire la propria versione dei fatti rispetto alle presunte pressioni sul quotidiano "L'Ora della Calabria" (LEGGI IL CASO) affinché non venisse pubblicata la notizia su un'indagine che riguardarebbe il figlio del parlamentare.

«La macchina del fango partita dalla mia regione - sostiene Gentile - ha contaminato anche i grandi giornali. Credo alla loro buonafede e per questo, ritengo doveroso fare chiarezza sulle ingiuste e infamanti accuse di cui sono vittima da 10 giorni. Sono trasparente e con me lo è la mia famiglia». 

«Mio figlio, che è un brillante penalista – aggiunge il senatore del Nuovo centro destra - è stato messo alla gogna sulla base di un niente e io, addirittura, sono stato accusato di avere bloccato l’uscita di un quotidiano che non leggo. Non ho mai chiesto a nessuno di bloccare notizie su presunte indagini che riguarderebbero mio figlio e di cui lo stesso non è a conoscenza».  (LEGGI LA VICENDA DELL'ASP DI COSENZA)
A dimostrazione delle sue tesi, Gentile aggiunge: «Querelando, ho sottolineato la mia totale estraneità alla vicenda della mancata uscita della velina su mio figlio che, peraltro, era già stata ampiamente pubblicata lo stesso giorno dall’Ora di Calabria che poi oscurò (!) incredibilmente la pagina come io ho riportato nella querela medesima». 
Il senatore Gentile ha attaccato duramente l'editore dell'Ora della Calabria, ricordando che «Piero Citrigno, è un signore condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per usura. Con questi personaggi – prosegue - non ho rapporti». 
«Sono questi i miei detrattori. Gli stessi – dichiara Gentile - che rappresenterebbero la libertà di stampa addirittura per il Corriere, per Repubblica, per il Sole 24 ore, per il Giornale».
Ed alla parole di Gentile, sono seguite quelle del direttore dell'Ora della Calabria, Luciano Regolo: «Se lo scopo della dichiarazione di Tonino Gentile è quella di intimorire o ridurre al silenzio me e tutta la redazione dell’Ora, sappia il senatore, che è destinato a fallire».
«Ho letto con molta attenzione quanto sostiene - afferma Regolo - ma piuttosto che fornire una spiegazione del fosco accaduto che ho denunciato preferisce sparare fango sul padre dell’editore dell’Ora della Calabria per confondere le acque. Le vicende giudiziarie che riguardano il signor Piero Citrigno e di cui, per altro la nostra testata ha dato puntuale informazione - prosegue Regolo in una dichiarazione - non hanno nulla a che vedere con la mancata andata in stampa del giornale, nè con l’inquietante telefonata di Umberto De Rose, presidente della Fincalabra e nostro stampatore, al nostro editore Alfredo Citrigno per convincerlo a farmi "cacciare la notizia" riguardante l'inchiesta sul figlio del senatore, Andrea Gentile, coinvolto nel cosiddetto caso delle "consulenze d’oro" all’Asp di Cosenza, cui sono contestati reati come abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere. L’unico collegamento sulle vicende legali del signor Piero Citrigno con la triste vicenda che ha subito l’Ora è che per tutta quella telefonata le usa come pressione sul nostro giovane editore, sostenendo che non gli sarebbe convenuto inimicarsi i Gentile pubblicando la notizia su Andrea, in un momento in cui la sua famiglia stava vivendo determinati problemi: "Vuoi distruggere tutto quello che è stato costruito in una vita?". Non solo: gli ricorda anche che Tonino Gentile sta per diventare sottosegretario e che questo ne avrebbe aumentato il potere. Sostiene lui più volte di parlare a nome e per conto dei Gentile, si autodefinisce "garante" dell’obbligo che i Gentile avrebbero assunto verso la famiglia Citrigno nel caso la notizia fosse stata levata». 
«Per altro questa "mediazione" - sostiene ancora Regolo - è comprovata dall’sms che Andrea Gentile stesso mandò al nostro editore, quella sera, sostenendo di aver parlato con De Rose e ringraziandolo per quello che avrebbe fatto, ossia convincermi a togliere la notizia». 
In questo clima oltre 150 presidenti di circoli calabresi del Pd hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi per chiedere la rimozione del senatore Antonio Gentile dalla carica di sottosegretario.

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