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Vento del sud, così l'inchiesta
scompagina il quadro delle comunali

Basilicata

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POTENZA - Non è la prima volta che il destino di una competizione elettorale impatta così contro la cronaca giudiziaria. Non è la prima volta che il Pd si trova in difficoltà nel gestire l’equilibrio tra la vita politica del partito, le attività istituzionali e la critica  popolare dopo notizie di indagini, arresti, processi.

Dopo Rimborsopoli, le liste per le regionali presentate a ottobre sono state il frutto di una negoziazione sofferta, con strappi e barricate, tra le aspirazioni dei singoli, le candidature già per fatte, l’indignazione della popolazione, il tentativo di proporre una squadra inattacabile.

Ora tocca a Potenza, a poche settimane dalle amministrative. Il Pd non ha ancora un’idea chiara nè sul candidato sindaco, nè sul perimetro della coalizione con cui dovrà provare a restare alla guida del Municipio. Per cominciare, primarie di coalizione o una mediazione interna sul miglior candidato possibile?

Da mesi il partito si annoda attorno ad alcune suggestioni lanciate tra i corridoi, spesso voci, qualche volta ipotesi realistiche. E gli sviluppi dell’inchiesta su appalti e mazzette in alcuni Comuni dell’hinterland hanno decisamente complicato lo scenario.

Quello di Rocco Fiore, agli arresti domiciliari con un’accusa di corruzione e turbativa d’asta, era uno dei nomi che circolava con più insistenza rispetto a una candidatura di area renziana, capace di sparigliare in caso di primarie interne. Con l’inchiesta Vento del Sud le cose sono cambiate. Il Pd deve trovare un altro nome su cui investire. Se il partito dovesse continuare a prediligere la candidatura “interna”, tra gli amministratori uscenti, sembra prendere quota il nome di Gianpaolo Carretta. Il capogruppo a piazza Matteotti dovrebbe riuscire a raccogliere interesse nell’area cattolica. Suo diretto concorrente, l’assessore al Bilancio Federico Pace. Anche in questo caso le notizie legate a Vento del Sud, più o meno collegate all’inchiesta, hanno scosso la corsa verso le candidature. Pace non risulta indagato, ma è stato chiamato lo stesso in causa in questi giorni. Mentre ribadisce con forza estraneità alla vicenda, si ritrova costretto, suo malgrado, a difendersi, a spiegare, a dire, a dimostrare che la sua non è una candidatura inopportuna, che la sua condotta è fuori da ogni sospetto.

Ci sono ancora diversi fronti aperti pensando alle comunali di primavera. Come quello della conferenza territoriale delle donne che prova ad arrivare a una candidatura di genere. O l’ipotesi di un profilo istituzionale, magari da pescare tra i parlamentari (ma il senatore Margiotta ha già spiegato come non sia il momento giusto).

La prossima direzione cittadina potrebbe essere utile a mettere qualche punto fermo. Nella consapevolezza che ancora una volta sarà un’inchiesta a dettare tempi e scelte della politica.

s.lorusso@luedi.it

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