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Pd, il profilo da cercare?
"Purché sia presente"

Basilicata

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POTENZA - Da un lato il Pd impegnato nelle candidature. Dall’altro  il Pd impegnato a spiegare che cosa ci aspetta dal prossimo segretario. Tanto per risalire un po’ la china e superare, magari, mesi di dissidi interni, una campagna elettorale che ha spaccato legami, il continuo rimbalzo tra responsabilità centrali e locali, il malcontento che pure serpeggia nelle periferie e, spesso, nella base. Con quale segretario ripartirà il Pd? A sentire chi ha responsabilità di partito a livello locale o con il Pd è stato eletto amministratore, l’importante è che cominci con l’essere «un segretario presente».

«Non me ne voglia nessuno, ma siamo senza segretario regionale da troppo», spiega Cosimo Muscaridola, segretario cittadino a Matera.

Il Pd senza segretario da quando Roberto  Speranza è stato nominato capogruppo del Pd alla Camera. Ci sono stati i mesi di decisione, poi l’attesa, ancora l’organizzazione. È arrivata la nomina di Vito De Filippo, presidente della Regione uscente,  alla guida del partito. Poi appena un poco dopo anche  l’ex governatore è stato chiamato a Roma, nominato sottosegreatrio alla Salute dal governo Renzi.

«È chiaro che un’elezione  con primarie e congresso garantisce un’autorevolezza diversa, una forza maggiore». Muscaridola parla per esperienza, eletto segretario cittadino domenica scorsa. Nei mesi precedenti ha portato avanti lo stesso ruolo con incarico ricevuto dalla direzione». Il segretario ideale è quello «non di rottura, capace di unificare il partito. Non abbiamo bisogno di segretari rampanti o che usano la casella politica per costruire carriere. Ci serve chi sappia prendersi cura del partito. Io non ho votato per Renzi, ma ora è il mio segretario e il mio premier: il mio impegno è alla collaborazione». La presenza di alcuni lucani nella squadra di governo romana, poi, «dovrebbe essere una ulteriore occasione per pensare alla collaborazione tra più livelli. E il segretario del Pd dovrebbe essere il perno di questi rapporti».

Una figura d’esperienza, che faccia crescere il partito.

Giuseppe Soranno è il sindaco di Salandra. Dovendo dare un’indicazione, il profilo ideale, dice, è quello «di una persona moderata, che possa tenere insieme il centrosinistra, da sinistra al centro». Con lo sguardo fermo tra città, comuni, paesi.

«Noi amministratori lo sappiamo bene. Se la macchina amministrativa si ferma in attesa che i colloqui politici vadano avanti o si assestino equilibri, i territori muoiono. Il segretario del partito dovrebbe anche essere un collante tra i vari livelli, capace di ascoltare il territorio». E conoscerlo.

C’è anche, aggiunge, un problema di generazione. «Ma in chiave positiva. È l’ultima generazione quella che all’interno del Pd ha superato la divisione sulla provenienza, tra ex Dc ed ex Pci. Ha una visione del Pd, e questo conta, nel rimetterlo in cammino di crescita».

Così, spiegano da più parti, lo sforzo comune non può che essere a trovare una candidatura unitaria. «Ma sia chiaro, non significa cercare il compromesso», fa eco Gianpiero Iudicello, segretario cittadino del Pd di Potenza.

«Cura, ecco, questo serve. Qualcuno che voglia e sappia prendersi cura del partito. Che prenda a cuore i circoli, che abbia un colloquio costante sul territorio, che sappia dare un’anima al partito». Con uno stop piuttosto repentino «a guerre di filiera e personalismi,  agli equilibri fatti col bilancino a tutti i costi, che per inciso, somigliano piuttosto a equilibrismi».

Quello che chiedono è una guida capace di farsi carico anche di aspettative e desideri: «Perchè una comunità, se la si immagina troppo a lungo, finisce con il morire», aggiunge.

«Abbiamo bisogno di scelte di coraggio e responsabilità - dice Rossella Brenna, della conferenza territoriale delle donne - Coraggio per corrispondere al ruolo che porta tanti di noi a investire il proprio tempo in spirito di servizio». L’organismo ha proposto - e sta lavorando per - una candidatura femminile. «Non è per volere un segretario donna a tutti i costi, è un problema di istanze, prospettive, portato aggiuntivo». Nella consapevolezza, spiega Brenna, che la prossima elezione del segretario regionale «sarà un momento importante per restituire al pd lucano quella strada di progresso e riformismo che si era data». In agenda: «raccordo con le periferie, con i generi e le generazioni per migliorare il senso di partecipazione degli iscritti, e partecipanti».

Con la voglia - ribadiscono un po’ tutti - di riprendere la discussione positiva, il dibattito ampio. Negli ultimi tempi, è un po’ mancato.

s.lorusso@luedi.it

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