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Bubbico respinge al mittente
la richiesta di dimissioni

Basilicata

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ROMA - Dimissioni? «Perché mai? Avrei potuto fare finta di niente e nascondermi dietro la prescrizione. Ma io non ho paura del processo». Il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico (Pd), indagato per abuso d’ufficio, in un’intervista alla Stampa ha ricostruito la sua vicenda giudiziaria e ha respinge l’invito di Beppe Grillo a seguire Gentile.

Il leader del Movimento 5 Stelle aveva alzato il tiro dopo le dimisisoni di Gnetile. «Renzi segua l’esempio di Alfano», ha detto sul suo blog chiedendo la testa dei 4 indagati Pd.

«Tra 2000 e 2005 ho guidato la Giunta regionale della Basilicata - ricorda Bubbico -. L’anno successivo sono divenuto presidente del Consiglio regionale. Mi era chiaro che l'organizzazione del Consiglio non era adeguata ai tempi e che le cose non funzionavano come avrebbero dovuto. Così, attraverso l'ufficio di presidenza, ci affidammo a un consulente esterno per un progetto di riorganizzazione degli uffici». 

«Siamo stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio perchè, secondo la tesi del pubblico ministero, avremmo dovuto avvalerci di risorse interne e non affidarci a un professionista esterno. Il processo è in corso. Anzi, è in avanzata fase di dibattimento. Ci tengo a dire che sarebbe già intervenuta la prescrizione, ma siccome penso che sia inderogabile un accertamento pieno, ho rinunciato ad avvalermene. E come me, anche gli altri coimputati».

A  Potenza la prossima  settimana sono attese decisioni: lunedì udienza di Rimborsopoli, mercoledì dovrebbe definirsi il giudizio a carico del viceministro.

Intervistato anche da Repubblica, Bubbico sottolinea che rifarebbe «esattamente» quello che ha fatto: «Ridarei quell'incarico, per cui sono sotto processo», dice. «Negli anni ho subito molti attacchi, ma ne sono sempre uscito in modo pulito e trasparente».

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