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"Statuto troppo a sinistra"
FdI contro la bozza presentata in commissione

Basilicata

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POTENZA - La bozza di Statuto, così come è in discussione tra commissione e incontri pubblici sul territorio, «è troppo sbilanciata a sinistra». Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale bocciano così il testo  e propongono alcune modifiche.

Le proposte  del partito sono state illustrate a Potenza, ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa nella sede del consiglio regionale della Basilicata, dai componenti del comitato tecnico composto da giuristi ed economisti che hanno preso in esame i primi 43 articoli presentati dal presidente della prima Commissione consiliare (Affari istituzionali), Vito Santarsiero.

A presiedere il comitato di FdI è il consigliere regionale Gianni Rosa. Sono stati proposti cambiamenti radicali, ponendo subito in risalto l’inopportunità di rivolgersi ad organismi terzi, in questo casi l’Issirfa, Istituto di studi sui sistemi regionali per la stesura del documento cardine della Regione.

«Dare in appalto l’atto politico per eccellenza della Regione – ha detto uno dei componenti del comitato, Clemente Delli Colli – significa due cose entrambi inaccettabili: avere un’idea contorta del consiglio regionale che abdica ad un suo ruolo pregnante e ammettere l’incapacità di procedere alla stesura della Carta costituzionale nei suoi risvolti legislativi e politici. Tutto questo – ha sottolineato - senza contare i costi di una simile operazione».

Il presidente Rosa ha parlato «di uno Statuto sbilanciato a sinistra e della necessità, quindi, di un bilanciamento che veda più territorio, più identità lucana, più famiglia e, soprattutto, più aperto a tutti i cittadini. Il recupero della lucanità – ha proseguito Rosa – deve essere improntato nell’ambito di un europeismo non certo di facciata. Nessuna pressione ideologica, quindi, ma una concezione ben definita che veda, oggi, una equiparazione delle varie espressioni politiche e della società civile».

Sono d’accordo sulla elezione diretta del presidente della giunta, «recuperando la forte concezione che il popolo viene prima dell’ente e dalla politica, al contrario di quanto si è fatto finora. Una regione che grazie ad una Statuto non inficiato da alcuna impronta partitica, risponda realmente ad esigenze riformatrici».

Luciano Petrullo ha posto l’accento sull’aver «riscontrato una bozza statutaria simile a quella di tante altre regioni ed ha stigmatizzato il metodo adottato, ritenendo opportuno cassare interamente alcuni pezzi dello Statuto che pullulano, ancora una vota, del proliferare di organismi superflui. L’attività legislativa – ha detto – è politica allo stesso tempo e il consiglio deve recuperare le proprie peculiarità. Fondamentale l’iniziativa popolare, più importanza alle petizioni alle quali dare seguito tempestivamente. E ancora, gratuità della difesa civica e copertura per ogni legge regionale approvata».

L’altro componente il comitato, Giuseppe Giuzio, si è occupato essenzialmente della materia riguardante i referendum. «Proponiamo la sostituzione dell’articolo 12 sul referendum abrogativo, tendendo, in tal modo  ad armonizzare la disciplina dell’istituto, racchiudendo in una unica norma sia i limiti, sia i requisiti di validità».

Ancora, Carnevale ha affermato «la necessità di considerare una programmazione rapida della stesura statutaria, ovvero adottare i tempi massimi del medio-periodo per ogni chiarimento e incisività delle scelte poliitico-legislative. Avviare una rivisitazione completa della bozza presentata – ha continuato – per giungere davvero a quei criteri di efficacia ed efficienza indispensali, anche, per l’organizzazione e le spese sostenute dai gruppi consiliari con la relativa giustificazione della spesa”.

Per Blasi “elemento fondamentale da non omettere è quello della sussidiarietà. Un apporto professionale e qualificato – ha specificato – per una occupazione reale.  Uno Statuto fatto da volontari senza ulteriori aggravi di spesa sul bilancio regionale».

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