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Boschi salva De Filippo e Bubbico
Il ministro difende i membri del governo indagati

Basilicata

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POTENZA - Il sottosegretario Barracciu «potrà dare un contributo al governo di questo Paese» e l’esecutivo «non ha intenzione chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari sulla base di un avviso di garanzia», quindi nemmeno dei lucani Filippo Bubbico e Vito De Filippo.

E’ quanto ha affermato ieri pomeriggio alla Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, intervenendo nel dibattito scatenato dalle dimissioni del sottosegretario Antonio Gentile per lo scandalo delle pressioni a L’Ora della Calabria.

In risposta a un’interrogazione del Movimenti 5 stelle, sulla nomina di Francesca Barracciu a sottosegretario per i Beni e le attività culturali e il turismo, il ministro ha rievocato «il principio fondamentale della presunzione di innocenza» .

Il sottosegretario Barracciu, ha aggiunto Boschi, «ha acquisito una notevole esperienza politica e amministrativa sia come consigliere comunale, assessore e sindaco della propria città, che come consigliere regionale e come membro del Parlamento europeo».

Per quanto attiene al procedimento penale in corso nei suoi confronti, dal momento che la Barracciu è coinvolta nella rimborsopoli sarda per 33mila euro di buoni benzina sospetti, il ministro ha spiegato che «ad oggi il sottosegretario risulta nell’elenco degli indagati». Ma «non è intenzione di questo governo - ha detto ancora Boschi - chiedere le dimissioni di ministri o sottosegretari sulla base di un avviso di garanzia ma eventualmente per motivi di opportunità politica. Noi tutti abbiamo giurato sulla Costituzione e sappiamo che uno dei principi fondamentali è la presunzione di innocenza. L’avviso di garanzia è un atto dovuto posto a tutela di ogni indagato per poter esercitare pienamente il diritto di difesa, non è un’anticipazione di condanna».

Boschi ha ricordato anche che il sottosegretario Barracciu ha chiesto «un’accelerazione dei tempi» dell’inchiesta, e ha affermato che solo all’esito di questa «il governo valuterà se suggerire le dimissioni al sottosegretario».

«Si devono rispettare i principi fondamentali della nostra Costituzione - ha concluso - compresa la presunzione di innocenza che per noi è irrinunciabile».

Dal momento che l’interrogazione faceva riferimento soltanto al caso dell’ex consigliere regionale sardo il ministro non ha affrontato nel merito quelli che riguardano i due ex governatori lucani.

Ma nei prossimi giorni, se verranno confermate le iniziative individuali annunciate dal Movimento 5 Stelle contro gli esponenti del Pd al Governo con pendenze giudiziarie, non è escluso che lo farà.

Anche perché nel giro di una settimana potrebbero tornare di attualità entrambi dato che per lunedì è prevista la decisione del gup di Potenza sulla richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati nella rimborsopoli lucana, tra i quali c’è lo stesso De Filippo. Mentre mercoledì dovrebbe terminare il processo a carico di Bubbico e degli altri membri del vecchio ufficio di presidenza del Consiglio regionale arrivato ben oltre i termini di prescrizione. 

Ieri in proposito è stato Bubbico in persona ad intervenire rispondendo alla Stampa sulle sue possibili dimissioni.

«Perchè mai?» Così il viceministro dell’Interno. «Avrei potuto fare finta di niente e nascondermi dietro la prescrizione. Ma io non ho paura del processo».

«Tra 2000 e 2005 ho guidato la Giunta regionale della Basilicata - ha ricordato Bubbico -. L’anno successivo sono divenuto presidente del Consiglio regionale. Mi era chiaro che l’organizzazione del Consiglio non era adeguata ai tempi e che le cose non funzionavano come avrebbero dovuto. Così, attraverso l’ufficio di presidenza, ci affidammo a un consulente esterno per un progetto di riorganizzazione degli uffici».

«Siamo stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio perchè, secondo la tesi del pubblico ministero, avremmo dovuto avvalerci di risorse interne e non affidarci a un professionista esterno».

«Il processo è in corso. Anzi, è in avanzata fase di dibattimento. Ci tengo a dire che sarebbe già intervenuta la prescrizione, ma siccome penso che sia inderogabile un accertamento pieno, ho rinunciato ad avvalermene. E come me, anche gli altri coimputati».

Sebbene ad annunciare l’intenzione di rinunciarvi una volta per tutte, quando la questione è stata sollevata dal presidente del collegio del Tribunale, sono stati solo l’ex consigliere del Pdci Giacomo Nardiello e l’ex senatore di Fli Egidio Digilio.

Intervistato anche da Repubblica, Bubbico ha sottolineato che rifarebbe «esattamente» quello che ha fatto: «ridarei quell’incarico, per cui sono sotto processo», dice. «Negli anni ho subito molti attacchi, ma ne sono sempre uscito in modo pulito e trasparente».

l.amato@luedi.it

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