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Luca Braia non molla e i supporter rilanciano
Margiotta: "Faccio un passo indietro se lo fa anche lui"

Basilicata

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POTENZA - Margiotta pronto al passo indietro ma solo se lo fa anche Braia che però non pare intenzionato a farsi trascinare in una querelle tutta interna alle correnti. Insomma l’appello dei renziani “della prima ora” non è caduto nel nulla. Anzi. Ha fatto rumore. Ha innescato ulteriori fibrillazioni. E ha riaperto il dibattito almeno nel fronte interno ai sostenitori di Matteo Renzi.

Ma la sensazione è che nella sostanza  l’appello lanciato a Margiotta e Braia a ritirare le proprie candidature alla segreteria regionale del Pd di Basilicata di fatto non abbia ottenuto l’effetto richiesto. I due restano in campo. Ma il confronto sii allarga.

In sintesi, lunedì scorso, è stato diffuso un documento ufficiale dall’area renziana che si “autodefinisce” della prima ora (definizione che ha suscitato immancabili polemiche sul web) in cui si chiedeva al senatore Salvatore Margiotta e all’ex assessore regionale Luca Braia di ritirare le proprie candidature per la segreteria regionale del Partito democratico in vista del prossimo congresso che si dovrebbe svolgere il 30 marzo.

La nota dei “renziani della prima ora” si concludeva con l’avvertimento: O si trova una soluzione identitaria e unitaria o «altrimenti siamo pronti a una nostra autorevole candidatura».

E ieri quella nota è stata rivendidata da diversi renziani tra cui Geppino Carlomagno. E su chi possa essere il terzo candidato renziano si è aperta una sorta di “caccia” all’indiscrezioni. In pole pare esserci Francesco Mitidieri.

Ad ogni modo la giornata di ieri si è aperta con il tweet di Margiotta che in 140 caratteri ha fatto sapere: «Letto appello: per parte mia, ogni disponibilità a ritiro entrambe candidature e a ricominciare da zero su tavolo renziano». La palla quindi è passata a Luca Braia che però non sembra essere così disposto a rinunciare alla corsa alla segreteria. Innanzitutto c’è stato l’immediata dichiarazione di Badursi che lo ha blindato. Poi lo stesso Luca Braia contattato al telefono ha spiegato che «le cose fatte sono state fatte. Ma in ogni caso a me interessa l’unità del partito e il bene del Partito democratico».

E quindi lo stesso Braia. spiegando di «essere pronto dal primo momento a ricercare l’unità del Pd per consentire al partito di affrontare nella maniera migliore le amministrative e le europee» ha anche aggiunto di non volersi far trascinare in questioni correntizie ma di voler ragionare con l’intero partito.

Insomma. Se unità sarà dovrà essere trovata in altre sedi. La questione però si allarga. Passate alcune ore, sempre su Twitter, arriva la frenata di Margiotta che ribadisce: «Io sono disponibile se si azzera ogni candidatura e si ricomincia...». Insomma rimane in campo Braia rimane in campo anche Margiotta. Non poteva essere diversamente. A questo punto è lecito attendersi la seconda mossa degli altri renziani. Ma i giorni passano, i termini per scadenza delle candidature di avvicinano e al netto delle dichiarazioni di intenti tutto pare volgere alla “tempesta” o a un rinvio di tutto il congresso. Che potrebbe accontentare tutti. Tranne (forse) lo stesso Braia.

s.santoro@luedi.it

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