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Congresso Pd
Da Roma un altro "no" al rinvio

Basilicata

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POTENZA - Tra l’essere definiti «inefficienti» e «inaffidabili» e l’ottenere l’auspicato rinvio del congresso per scegliere il nuovo segretario, gli uomini del Partito democratico lucano avrebbero  ampiamente preferito la seconda.

E così, nonostante il niet già arrivato  dal braccio destro di Renzi, Luca Lotti, ieri sera ci hanno provato un’altra volta. Che si stesse pensando a un ulteriore tentantivo per strappare al nazionale l’ok allo spostamento del congresso a giugno era nell’aria già da giorni. Poi, ieri, la convocazione.

Un incontro segreto quello che si è tenuto alle 19 nella capitale, di cui, nel primo pomeriggio, lo stesso segretario regionale, Vito De Filippo, aveva detto di non sapere nulla. L’ultima carta davanti al portavoce del partito, Lorenzo Guerini, hanno provato a giocarla, oltre a De Filippo, il capogruppo Speranza, il senatore Margiotta, la deputata Antezza e il presidente Pittella. Facendo ancora una volta leva sulle ragioni dell’auspicata unità del Pd lucano. Ma da Roma è arrivato l’ennesimo stop. Questa volta definitivo. Il congresso si terrà il 30 marzo prossimo e il termine per la presentazione delle candidature resta confermato per il 18 marzo. Una posizione di chiusura ribadita dal nazionale, che, come è facile immaginare, non è stata accolta affatto di buon grado.

E’ molto poco probabile che entro martedì prossimo il Pd lucano, finora segnato da profonde spaccature, riesca a trovare la sintesi sul nome da proporre per la segreteria regionale, nonostante la scadenza per la ufficializzazione degli aspiranti segretari sia stata rinviata già per ben due volte. Al momento le uniche candidature ufficiali rimangono quelle del senatore Margiotta e dell’ex assessore Braia, entrambi di area renziana. 

Ma, come è facile prevedere, fino a martedì prossimo saranno ore di fuoco a casa dei democratici lucani che ormai da troppo tempo hanno completamente smarrito la via dell’unità. Proprio dalle colonne del Quotidiano, l’ex assessore Restaino ieri non ha fatto negato la possibilità di una sua candidatura, facendo anche, tra i possibili nomi, quelli di Luongo  e di Chiurazzi. All’appello mancherebbe ancora l’aspirante segretario dell’area cuperliana. Mentre i renziani della prima ora hanno minacciato di presentare una propria candidatura, se Margiotta e Braia dovessero rimanere in corsa. Insomma, non è difficile prevedere l’ennesimo scontro all’ultimo sangue con una remotissima probabilità di una scelta unitaria last minute.

Un film già visto per tutta la fase che ha preceduto le regionali di novembre, a partire dalla presentazione dei candidati per le primarie. Spostare il congresso a giugno sarebbe servito anche    a incastrare i pezzi del difficile puzzle anche in vista delle prossime amministrative di Potenza. Ma ormai il dado è tratto. Il margine della trattativa è risicatissimo. Entro martedì la partita delle candidature dovrà essere definitivamente chiusa. E la sensazione è che per i democratici lucani si tratterà dell’ennesimo straziante regolamento di conti.

m.labanca@luedi.it

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