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Catanzaro, «non si multa auto della moglie dell'assessore»
Comune nel caos. Abramo scarica «chi ha sbagliato»

Calabria

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CATANZARO - «E' inutile che ti ripeto... perché poi sai le mogli, quando siamo noi... siamo una cosa..giustamente dice ma insomma è anche un fatto di dignità». Perché era un fatto di dignità “calpestata” se qualcuno multava le auto delle moglie, dei parenti, degli amici degli assessori. E quella era la terza volta che multavano un'auto della famiglia di Massimo Lomonaco, ormai ex assessore comunale a Catanzaro, nonostante quel talloncino che all'epoca era stato consegnato per preservare le auto da contravvenzioni. Al punto che lo stesso Lomonaco si era lamentato al telefono con un consigliere comunale di maggioranza. 

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Dopo le prime ore di silenzio per l'inchiesta che lo riguarda, Lomonaco ha diffuso una dichiarazione: «Mi difenderò da ogni accusa nell’eventuale processo. A tal proposito - ha spiegato - posso affermare con assoluta sincerità di essere l’unico fra gli assegnatari del telefonino di servizio a pagare regolarmente ogni conversazione, sia istituzionale sia privata, sin dai tempi dell’Amministrazione Traversa».
«Non porto rancore agli operatori dell’informazione - aggiunge - che fanno il loro lavoro, anche se spesso non percepiscono fino in fondo la sofferenza che possono provocare. Tale sofferenza viene alleviata dalla vicinanza dei congiunti, dall’affetto testimoniatomi da molti esponenti politici di ogni schieramento, dalla convinzione e dalla fiducia che la magistratura comunque svolgerà il suo compito alla ricerca della verità vera. Posso dire - conclude Lomonaco - di avere svolto la mia attività politica sempre con passione, stando vicino a quegli strati della popolazione più bisognosi e che molto spesso non hanno nessuna voce».
Le intercettazioni contenute nell'allegato B del fascicolo principale relativo all'indagine nata sulle presunte firme false depositate per la presentazione della lista “Per Catanzaro” alle amministrative di maggio 2012, sono tante. Perché se solo le persone indagate avessero saputo che qualcuno li ascoltava forse non avrebbero parlato così tanto o quanto meno non in maniera esplicita. Perché le multe rappresentano solo un aspetto dell'indagine in cui si intrecciano appalti, incarichi, sesso in cambio di favori. Che potevano essere una carta d'identità, ma anche un telefonino. Una pratica. Come tante. Solo che questa volta in cambio c'era qualcosa di più di un grazie.
Ed è in questo contesto che la città si è risvegliata ancora più frastornata. Confusa e amareggiata. Il quadro che esce fuori dalle intercettazioni telefoniche tra assessori e tecnici comunali genera malcontento. Alimenta un sentimento di antipolitica già diffuso. Ma il sindaco Abramo non ha alcuna intenzione di mollare. 
Ospite di una trasmissione televisiva di un'emittente locale prende ufficialmente le distanze «da tutte le persone che hanno sbagliato» e si dice determinato a continuare la sua azione amministrativa. «Perché è sbagliato fare di tutta l'erba un fascio e perché la responsabilità del singolo non può ricadere su tutta l'amministrazione e su un sindaco che lavora 12 ore al giorno». 
Rispetto al caso delle multe e all'azione del Corpo di Polizia municipale, Abramo annuncia di aver chiesto un'informativa al comandante, Giuseppe Antonio Salerno per far luce sulla gestione del settore. Il sindaco arriva in tv con un plico di carte. E' pronto a dimostrare la bontà del suo operato. Mettendo in piedi una nuova giunta (LEGGI LA DECISIONE SUL RIMPASTO). Di cui sicuramente non farà più parte l'assessore Massimo Lomonaco. Ma, a quanto pare, il delegato al Personale non è l'unico a dire addio a Palazzo de Nobili. I nomi o il nome degli altri defenestrati saranno decisi nelle prossime ore. 
Entro venerdì le forze politiche della coalizione (Catanzaro da vivere, Lista Scopelliti, Catanzaro con Abramo, Forza Italia e Udc) dovranno fornire al sindaco i nominativi dei papabili assessori. Lo ha già fatto lo Scudo Crociato. Contattato telefonicamente il segretario provinciale dell'Udc, Salvatore Mazzotta conferma: «L'assessore dell'Udc è Franco Longo. Nessun dubbio». Gli altri nomi? Per saperli ci vorrà ancora qualche altra ora ancora.
E mentre Pino Galati (Forza Italia) plaude al sindaco per la decisione di rivedere l'esecutivo e allargare all'Udc, sulla maggioranza piovono le critiche dell'opposizione. Il deputato del Movimento 5 Stelle, Paolo Parentela, ha chiesto al ministro dell'Interno di inviare la commissione di accesso al Comune di Catanzaro; il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, invece, ha convocato una riunione ad hoc del partito ed ha sollecitato le dimissioni del sindaco Abramo «come segnale etico».

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