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Il Pd e la sindrome
del rinvio negato

Basilicata

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POTENZA - L’ennesino tentativo  di fare sintesi andato a vuoto. L’ennesima riunione dove la confusione regna sovrana. Il Pd di Basilicata si avvia al congresso regionale in maniera scomposta e divisa. Non poteva essere diversamente. La sensazione è che le parti non abbiamo mai avuto seriamente voglia di trovarsi. E sarà una sfida (manca solo l’ufficialità) tra Antonio Luongo (sostenuto da tutta l’area Cuperlo - Bersani) e Luca Braia che rappresenta una parte dell’area Renzi. C’è ancora l’incognita Salvatore Margiotta (anche lui candidato in quota renziana) che ufficialmente è sempre candidato alla segreteria. Ieri in Direzione per lui c’era Arduino Lospinoso che si è espresso a favore dell’ennesima richiesta di rinvio del congresso regionale. E ancora potrebbe esserci la candidatura di un altro candidato dell’area Renzi e cioè di quelli “della prima ora”. Di certo è candidato anche Dino Paradiso per la corrente che fa capo a Civati.

Ad ogni modo le candidature per la segreteria regionale si chiudono stasera. E ieri sera si è svolta l’ultima Direzione regionale del Partito democratico di Basilicata prima della scadenza dei termini. Una riunione ancora più “disordinata” delle ultime. Già dall’inizio dei lavori: oltre due ore di ritardo con nessuna spiegazione sul perchè. Poi si è appreso che c’era una riunione in simultanea della Commissione garanzia per il congresso. Si stava decidendo sulla data delle Primarie e su una modifica del regolamento per consentire a ciascun candidato segretario di presentare più liste collegate e non una sola. Ma intanto i big presenti (non c’era nessuno dei parlamentari, non c’era Vito De Filippo e nemmeno Marcella Pittella) iniziavano a spazientirsi. Poi i lavori sono cominciati. Con Piero Lacorazza che ha chiesto di conoscere i contenuti dell’ultimo vertice avvenuto a Roma tra i leader nazionali e quelli lucani. Attimi di confusione: nessuno sapeva e nessuno c’era stato. Per uscire dall’imbarazzo, Pasquina Bona (presidente regionale del Pd lucano) ha chiamato al cellulare di De Filippo. Problemi di rete e altri minuti di confusione. Alla fine Bona parla con De Filippo e comunica: «Mi ha detto il segretario che non è stato accordato nessun rinvio perchè non c’èra l’unitarietà sullo stesso rinvio da parte dei lucani». E subito parte il dibattito con tutti che all’improvviso mostrano di sapere quello che era accaduto a Roma.

In sintesi ieri comunque si sono contrapposte due posizioni in maniera netta. Lacorazza poi sostenuto da Antonello Molinari e Vito Santarsiero che chiedavano il rinvio a dopo le europee e le amministrative per evitare ulteriori scontri e Vito Giuzio (area Antezza - Braia) che si è detto contro un ennesimo rinvio: «Sono tre mesi che rinviamo e non si è fatto nulla per unire. Ora sarebbe solo strumentale un altro rinvio».

E così si va a congresso subito. Le Primarie si svolgeranno il 7 o 13 aprile. E tutto fa immaginare che sarà una sfida senza esclusioni di colpi tra i cuperliani che hanno trovato la sintesi su Luongo e i renziani (probabilmente su due o tre fronti) con Braia in testa che conta sul sostegno dei Pittella.

s.santoro@luedi.it

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