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Congresso Pd, sono sei in corsa
Ecco chi corre alla segreteria

Basilicata

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POTENZA - Altro che unità. Sono addirittura sei i candidati alla segreteria regionale del Partito democratico di Basilicata. E tra loro, a sorpresa, c’è anche il consigliere regionale Mario Polese, fedelissimo di Gianni e Marcello Pittella.

Una candidatura nata ieri mattina  per “reazione” alla riunione di Direzione regionale di lunedì sera in cui non è passata la linea del rinvio.

Ma al netto delle valutazioni di merito di registra una estrema divisione dell’area Renzi. Quella che  allo scorso congresso nazionale di dicembre superò abbondantemente in Basilicata la percentuale del 60 per cento. Per la corsa alla segreteria regionale sono quattro infatti i candidati che fanno riferimento al presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nell’ordine di presentazione delle documentazioni ci sono i due che si candidarono il 28 febbraio scorsso. E cioè l’ex assessore regionale Luca Braia e il senatore Salvatore Margiotta. A loro ieri sera, sempre per l’area Renzi, si sono aggiunti il renziano della “prima ora”, Francesco Mitidieri di Policoro e appunto Mario Polese.

A completare il sestetto c’è quindi il candidato lucano di Civati, Dino Paradiso di Bernalda (diventato noto anche per l’attivita di cabarettista alla trasmissione televisiva “Made in Sud”) e quello dell’area Cuperlo - Bersani, Antonio Luongo.

A caldo emerge un dato: mentre l’area cuperliana ha trovato la quadratura sull’ex parlamentare e segretario diessino Luongo (classe ‘58) quella renziana no. Da un punto di vista politico è una sorta di “suicidio”. Così divisa l’area Renzi difficilmente può sperare di vincere il congresso e cioè le Primarie del 13 aprile prossimo. E’ anche vero  che alla fase finale arriveranno solo in tre. Per regolamento con più di tre candidature si devo svolgere le “convenzioni comunali”. In pratica sono delle primarie di scrematura riservate solo ai tesserati. E si svolgeranno in 4 giorni: dal 27 al 10 marzo. Poi i primi tre si sfideranno alle Primarie aperte a tutti i simpatizzanti e votanti del Partito democratico. A qual punto i renziani realisticamente non potranno essere più di due. Questo se prima non dovesse prevalere la linea della mediazione. E’ evidente infatti che ora con le sei candidature in campo inizieranno le trattative.

Nei corridoi del Pd ieri sera a caldo, più di qualcuno leggeva la candidatura di Polese come un modo per aprire un nuovo tentativo di addivenire a un rinvio. In pratica durante la Direzione di lunedi con gli interventi di Piero Lacorazza e poi di Antonello Molinari era stata sollevata la questione di chiedere un rinvio a Roma (probabilmente a giugno) di tutto il congresso regionale. Ma serviva l’unità che non c’è stata per il “niet” di Vito Giuzio a nome dell’area Antezza - Braia. Il rinvio - non è un mistero -  non sarebbe dispiaciuto nemmeno a Marcello e Gianni Pittella che speravano in una fase unitaria del partito in un momento delicatissimo per le sorti dell’ente Regione (che di fatto è ancora in fase di partenza con la legislatura) e in vista delle elezioni europee e amministrative di maggio. Le cose però hanno preso una piega diversa. Le prossime ore diventano cruciali. In questo clima c’è ancora chi spera in una sorpresa finale con magari una nuova richiesta di rinvio di tutto il congresso. Ma a questo punto, sarebbe un segnale di estrema debolezza per tutto il Pd lucano. Ad ogni modo in questo quadro tutto è ancora possibile: non si può escludere più nulla.

Anche perchè c’è già un ricorso sul tavolo. Presentato da Giuzio ieri pomeriggio alle 18. In pratica viene  contestata la decisione della Commissione regionale di garanzia per il congresso (guidata da Giuseppe Laguardia) di modificare il regolamento: è stato deciso di permettere a ogni candidato segretario la presentazione di più liste collegate. L’area Antezza - Braia contesta la decisione e ne chiede l’annullamento. La questione è complessa. Nelle prossime 24 ore la stessa Commissione di garanzia del congresso regionale dovrebbe decidere su un ricorso presentato contro se stessa. Impossibile. La vicenda verrà trasferita agli organi competenti nazionali. In ballo ci sarebbe addirittura la validità delle candidature. Insomma dire che la situazione è esplosiva è poco.

s.santoro@luedi.it

 

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