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Segreteria Pd: il ricorso e il nodo delle liste collegate
Tutti i retroscena della "solita" guerra

Basilicata

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POTENZA - Il fatto: sei candidati per un posto da segretario regionale del Pd. Altro fatto: l’area Renzi è dilaniata e sono ben 4 i renziani che si sfidano. E’ questa la fotografia in sintesi emersa dalla presentazione delle candidature per il congresso democratico che si chiuderà con la celebrazione delle primarie il prossime 13 aprile.

Poi ci sono le interpretazioni. Quelle sono molto più numerose. E infine esistono le tattiche. Poche ma alcune di difficile comprensione. Ma tutto gira intorno a un “caso”.

Il campo centrale non è la divisione renziana o la rinnovata unità cuperliana intorno a Luongo. Il vero punto di snodo è il ricorso contro la decisione assunta dalla Commissione di garanzia regionale per il Congresso di modificare il regolamento per consentire a ciascun candidato alla segreteria regionale di presentarsi alla sfida non solo con una lista. Non è una questione da poco.

Da questo dipende tutto l’esito del congresso. Lo sanno i cuperliani e lo sanno i renziani. Lo sa Luongo. Lo sa De Filippo come Folino e tutti gli altri. E lo sa Braia, Margiotta e naturalmente anche Marcello Pittella con Polese. Il ricorso è stato presentato da Vito Giuzio. Non può decidere il livello lucano (visto che nessun organismo di partito può valutare un ricorso contro se stesso) ma deve decidere Roma. Lo farà presto? Tardi? Il limite è il 7 aprile quando si presenteranno le liste dopo i risultati della scremature delle Convenzioni comunali (votano solo i tesserati su tutti e sei i candidati) che determineranno i primi tre candidati ammessi alle Primarie aperte. I renziani (tutti) spingono per una risposta veloce. Se non altro per avere il tempo per decidere sul da farsi. Perchè Luongo con la possibilità di presentare più liste diventa molto più forte. Su di lui ci sono tutti i big della Cuperlo - Bersani. Da De Filippo a Folino e Speranza e Bubbico. Se ciascuno di loro farà una lista a sostegno di Luongo la partita potrebbe essere segnata. Per capire: se Lacorazza alle primarie di settembre avesse presentato una lista per ogni big che lo sosteneva probabilmente avrebbe preso più voti essendo l’impegno di ciascuno resocontabile dai voti delle singole liste collegate. Insomma diventerebbe più difficile lo smarcamento. Ma fino ad ora si è votato sempre con una lista per candiodato segretario. Le regole sono sono state cambiate lunedì sera a margine della Direzione regionale.

Non c’è che attendere la decisione romana. Ovvio che fino a quel punto tutti  i candidati resteranno in lizza. Polese, come Braia, come Margiotta. A seconda della risposta da Roma le cose potrebbero cambiare. Come non è escluso che Roma vista l’aria che tira in Basilicata potrebbe decidere per il rinvio che metterebbe pace a una situazione altrimenti esplosiva. Altamente.

s.santoro@luedi.it

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