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Petrolio, chi decide: lo Stato o la Regione?
La doppia versione di Pittella sul Titolo V

Basilicata

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UFFICIALMENTE, nel comunicato stampa che ha fatto seguito al vertice romano tra Governo e Regione, il presidente Pittella dice che, nell’ambito  della discussione sulla riforma del Titolo V della Costituzione, il nodo cruciale per la Basilicata, ovvero quello dell’energia, ancora non è stato affrontato. E che se ne parlerà solo nel prossimo incontro fissato per mercoledì. Ma nel documento sottoscritto dalla Conferenza delle Regione e presentato a Palazzo Chigi, firmato anche dallo stesso governatore lucano, il tema è stato affrontato, eccome. E non a vantaggio della Basilicata. La bozza, infatti, contiene un passaggio, che si potrebbe definire molto pericoloso per i lucani. Renzi ha annunciato che, tra le riforme previste c’è anche quella relativa all’accentramento di alcune competenze attualmente in capo alle Regioni, come l’energia, appunto. Se le modifiche andassero in porto così come previste dal piano di Renzi, per la Basilicata si tratterebbe di un “esproprio” rispetto alla gestione del petrolio. Pittella aveva annunciato netta contrarietà a questa previsione. Precisando che «nessuna alleanza politica potrà prevalere rispetto agli interessi dei lucani». Fatto sta che, probabilmente per una svista, il governatore lucano ha apposto anche la sua firma sul documento in cui le Regioni sostanzialmente dicono: se proprio alleggerimento deve essere, si trasferiscano a Roma competenze quali l’energia, ma non quelle relative altre materie. Chiaramente i colleghi di Pittella non hanno gli stessi interessi nel settore che invece la Basilicata ha. E che quindi dovrebbe difendere con i denti la possibilità di determinare la gestione del suo ricco sottosuolo. Una distrazione, quella del governatore lucano, su cui ora bisognerà recuperare. Costi quel che costi. L’occasione dovrebbe essere proprio quella del nuovo confronto Governo Regioni programmato per il prossimo mercoledì, con un ulteriore approfondimento sulle materie concorrenti, con il ministro Boschi, come annunciato dallo stesso Pittella. Che nel comunicato stampa diffuso ieri al termine dell’incontro a Palazzo Chigi, si è premurato di far sapere: «Parte delle istanze presentate sono state oggetto di positivo riscontro da parte del primo ministro». Già la settimana prossima  il Governo intende chiudere il testo. «Siamo davanti ad un cambio epocale - ha spiegato  il governatore lucano - e la Basilicata non farà mancare il suo positivo apporto».

Il primo risultato è questo: Renzi, accogliendo le richieste delle Regioni, chiederà a Bruxelles che i fondi strutturali vengano esclusi dai vincoli posti dal Patto di stabilità.

«L’approccio e l’accelerata ai processi di trasformazione messi in atto dal premier fanno il paio con l’azione riformista che si sta avviando anche qui in Basilicata», ha concluso il governatore. Ma ora la parte più difficile, però, arriverà proprio la settimana prossima, quando la Basilicata dovrà giocare la sua partita più importante e Pittella dovrà corregere il tiro rispetto a quanto sottoscritto nel documento insieme ai suoi colleghi.  L’obiettivo dovrà essere “scippo” della capacità di decidere sulle risorse del suo sottosuolo. Nella conferenza stampa di martedì scorso, convocata da Pittella per replicare ai contestatori che il giorno prima lo avevano spinto ad abbandonare l’incontro che era in corso a Marsico Nuovo, il governatore aveva ammesso: «La riforma del Titolo V così immaginata da Renzi, seppure spaventi, fa il paio che non errori che fino a ora hanno caratterizzato la gestione della risorsa petrolio». Chiaro che però la Basilicata non può più permettersi alcuna distrazione.

m.lbanca@luedi.it

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