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Il Partito democratico
prende ancora tempo

Basilicata

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POTENZA - Non si decide. E se lo si fa è solo per obblighi di scadenze. Il Partito democratico continua a trascinare la decisione per il sindaco di Potenza e intanto non ha rinunciato ancora al  al rinvio congressuale. Nonostante tutto. A fari spenti, i big del Pd lavorano ai fianchi i vertici nazionali del partito per ottenere un rinvio di tutto il congresso regionale a dopo le elezioni amministrative ed europee. A giugno insomma. E nel frattempo ieri nella riunione che c’è stata a Potenza per il discorso relativo al sindaco di Potenza - allargata alle forze del centrosinistra - il Pd ha di nuovo chiesto tempo. Insomma in entrambe le questioni calde i democratici prendono tempo (o sperano di ottenerlo). Prima la vicenda congressuale. E da quanto trapela da fonti autorevolissime ancora si lavora per il rinvio del congresso ormai fissato: le Primarie si svolgeranno il prossimo 13 aprile.

Tutto questo a dispetto della chiusura della prima fase congressuale e cioè della presentazione della candidature avvenute martedì scorso entro le 20. Come è noto sono 6 i candidati alla segreteria regionale. Quattro renziani: Mario Polese, Luca Braia, Salvatore Margiotta e Francesco Mitidieri. Uno dell’area Cuperlo - Bersani: Antonio Luongo. E uno in corsa per la corrente di Civati: Dino Paradiso.

E proprio quelli della Civati potrebbero diventare lo “scoglio” maggiore che si frappone tra i colonnelli del Pd lucano e il rinvio congressuale. Perchè Franco Labriola, che della Civati è un pò l’anima pensante, lo ha chiarito sia durante la Direzione regionale di lunedì scorso: “Siamo i topolini contro i giganti ma non vogliamo nessun rinvio”. E la posizione rimane la stessa. Non è una posizione ininfluente perchè come è noto da Roma, hanno fatto già sapere che il rinvio potrà essere ottenuto solo se tutti fossero stati d’accordo. Tutti quindi comprese le varie anime renziane, i cuperliani e i vcivatiani che seppur minoranza hanno esponenti sia in Direzione regionale che in quella nazionale.

Ma lo stesso a Roma pare si stiano già studiando le modalità (semmai fossero raccolte le firme di tutti e sei i candidati alla segreteria regionale) per presentarsi alla segreteria nazionale con la richiesta del rinvio. Insomma continua il “caos”. In tutto questo c’è sempre il tema del ricorso presentato da Vito Giuzio per la modifica delle regole congressuali. La Commissione di garanzia regionale ha già risposto allo stesso Giuzio difendendo il proprio operato e spiegando la legittimità della decisione adducendo motivazioni statutarie. Ma la questione è stata comunque trasferita alla Commissione nazionale di garanzia che dovrebbe decidere entro il 7 aprile (giorno in cui i candidati segretari devono presentare le liste). Insomma al netto delle decisioni sul rinvio continua a esserci l’incertezza dei regolamenti.

E se non bastasse c’è la “grana” del Comune di Potenza. Passano i giorni e ancora non ci sono elementi determinanti per la scelta del candidato e per l’eventuale scelta di svolgere le Primarie interne al centrosinistra. Le trattative vanno avanti, ma finora senza risultati. Nell’incontro di ieri il Pd cittadini ha chiesto altre 48 ore per concludere l’istruttoria interna al fine di arrivare a un candidato unitario. Nome che poi verrebbe proposto alla coalizione. Non prima di lunedì a questo punto.

Ovviamente non sono per nulla escluse le primarie. Nella riunione di ieri comunque gli alleati hanno posto al Pd anche il tema del perimetro della coalizione. La priorità delle scelte - hanno sottolineato i partiti che hanno già fatto parte della coalizione in passato o almeno alle scorse regionali - devono essere appannaggio delle forze tradizionali. Pare uno stop alle liste civiche dell’ultima ora. La motivazione: “favorire e garantire l’agibilità governativva nella prossimo consiglio comunale al netto della vittoria”.

Ovviamente è stato affrontata anche la questione Roberto Falotico che rompendo gli indugi si è già candidato a sindaco. Per il momento non c’è una posizione precisa da parte del Pd e degli alleati. Ma la vicenda ha ovviamente scomposto il quadro al netto dei nomi dei papabili del Pd (Carretta, Pace, Restaino) che da settimane sono già noti. In tutto questo è anche emersa la posizione della Sel che ha chiesto di conoscere il nome del candidato prima di esprimersi a favore oppure no. Questo per un elemento di coerenza - è stato detto - con le scelte effettuate alle scorse regionali quando la Sel non condividendo la candidatura di Marcello Pittella si sfilò dalla maggioranza. Insomma il quadro è scomposto. Per no dire che si è ancora in alto mare. Nonostante le scadenze siano più che prossime.

s.santoro@luedi.it

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