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Si infiamma la bagarre politica per Potenza 2014
Falotico non molla e promette scintille

Basilicata

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POTENZA - Falotico non si arrende. Polemizza e sfida il Pd che ha scelto il candidato sindaco e non vuole le Primarie. La scelta democratica è caduta sull’avvocato Luigi Petrone. Ma la partita è solo all’inizio. Perchè c’è il tema delle Primarie che rischia di portare tutto il centrosinistra in un cul de sac. Il Partito democratico potentino nella riunione di sabato sera ha “incoronato” Petrone e votato un documento in cui in buona sostanza si forza la mano anche contro le Primarie di coalizione. Sembrerebbe tutto fatto. Se non fosse che nella riunione del Pd mancavano pezzi importanti dello stesso partito (non c’erano i pittelliani, non c’era Folino giusto per fare due esempi) e senza contare che sono state troppo frettolosamente messe da parte le stesse primarie. Tanto più che il discorso con gli alleati è ben lungi dall’essere chiuso. In campo c’è già Roberto Falotico che alcuni giorni fa ha annunciato la propria candidatura alle Primarie per Realtà Italia. E che ieri non ha fatto sconti. «Vado avanti fino alla fine». Questo in sintesi il suo pensiero. Ma al netto del fatto abbastanza scontato che Falotico (Pd o non Pd) vada avanti nel proprio “sogno” di diventare sindaco della città di Potenza c’è tutto il tema delle Primarie. L’ex assessore regionale che alle scorse regionali è stato uno degli alfieri della corsa vittoriosa di Marcello Pittella verso la presidenza della giunta - partendo proprio dalle primarie contro buona parte del suo stesso Pd che invece sosteneva Piero Lacorazza - si chiede «come possa il Partito democratico di Potenza rinunciare a un elemento fondativo del suo stesso essere».

Tema delicato. Le primarie sono state svolte per scegliere il presidente della Regione. Sono utilizzate ormai dal Pd per qualsiasi appuntamento: pure i deputati e senatori sono stati scelti con le “parlamentarie”. Questi sono temi ben conosciuti da Falotico che se pur non fa parte del Pd solleva “facili” perplessità. Il segretario nazionale è Matteo Renzi proprio grazie alle Primarie. Il segretario regionale lucano sarà scelto con le Primarie. E’ vero che in questo caso oltre a Luigi Petrone non ci sono altri candidati democratici. Ma la questione è che il Pd fa parte di una coalizione.

Se decidesse di andare alla contesa elettorale in maniera isolata allora non ci sarebbero problemi. Il punto però è che il Partito democratico è forza di governo all’interno di una coalizione. E’ un carattere distintivo che sarà difficile eliminare ad un tratto alla vigilia di elezioni amministrative importanti come quelle per l’amministrazione della città capoluogo che con la soppressione delle Province di fatto è il secondo ente per importanza dell’intera Basilicata. Non è marginale nemmeno la posizione espressa da Speranza alla fine delle Direzione cittadina al nostro giornale nella quale prendeva le distanze dalla chiusura netta alle primarie. Speranza da uomo eletto segretario regionale nel 2009 con le primarie e da leader nazionale di partito sa bene di non poter assumere una posizione politica contro lo strumento di partecipazione che è proprio del pd dalle sue origini. 

Ma al netto di questo e di altre posizioni che potrebbero emergere neelle prossime ore Roberto Falotico non molla. Sa che potrebbe ottenere sponde anche romane. Ma non solo. Rilancia citando Gaber: «La democrazia è partecipazione». Parla quindi di un Pd cittadino «arroccato su se stesso». E pone domande attraverso il giornalista: «Vorrei che si chiedesse a Marcello Pittella se lui è contro le Primarie oppure no». E ancora chiede: «Ma può un partito decidere contro le Primarie pur sapendo che il 53 per cento dei lucani alle ultime regionali ha deciso di non andare a votare?». Insomma la questione è all’inizio ma promette scintille. Falotico dimostra poi di essere già in clima elettorale e lancia bordate contro la scorsa amministrazione comunale: «Non capisco come possa decidere il suo successore un sindaco come Santarsiero che in 10 anni ha pensato solo alla cementificazione e ha creato dissesti». In tutto questo oggi c’è il vertice di maggioranza. Si arriva al tavolo con la polemica già servita. Bisogna capire al netto del Pd e di Realtà Italia come si posizioneranno gli altri partiti. Il Psi dovrebbe insistere sulle primarie. La Sel forse no. Mentre Centro democratico prende tempo ancora se da Roma sembrano orientati alle Primarie sempre e comunque. In ogni caso ieri è stata diffusa una nota durissima di Realtà Italia in cui si legge: «Le Primarie non sono ad appannaggio di un solo partito, ma appartengono al centrosinistra e ad esso sono intrinseche in quanto strumento democratico oggi più che mai necessario».

s.santoro@luedi.it

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