Salta al contenuto principale

Macroregioni, Pittella garantisce:
"La Basilicata non sarà soppressa"

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 51 secondi

QUANDO parlo di programmazione comune, di un’apertura d’ali che implichi visione sinergica con le altre regioni del Sud, includo anche il discorso sugli investimenti in cultura. Tema che necessità di una sprovincializzazione e di un rilancio in chiave europea ed internazionale. E sono stato felice di poterne parlare, ieri a Matera, durante i lavori di apertura della mostra “La grande bellezza della cineteca lucana”. Perché è da Matera che potrebbe partire, ma in fondo è già partita, la spinta per rilanciare il nostro Sud. Per ridargli dignità, visione, autonomia, capacità di investire, di programmare. In una parola, futuro.

Obiettivo che in un tempo così nuovo e complesso, in cui anche le politiche degli Stati appaiono a volte inadeguate per i processi globali, deve coinvolgere necessariamente tutto il Mezzogiorno.

E’ un processo a mio avviso inarrestabile che deve portarci a considerare un nuovo meridione e un nuovo meridionalismo, fuori, definitivamente, dal piagnisteo dal quale troppo spesso siamo stati depressi, isolati, rallentati, abbandonati alla deriva del pessimismo, dell’immobilismo.

Non ci saranno fusioni a freddo, nè alcuna soppressione della nostra regione, ma solo una programmazione meridionale sinergica e di ampio respiro. Non accadrà nulla che non sia stato generato, discusso e metabolizzato anche attraverso un dibattito dal basso, in consiglio regionale, nei partiti, nella società civile.

Ma qualcosa deve cambiare. Sarebbe poco lungimirante non capire che c'è un processo in atto che va governato, una necessità impellente di fare cose nuove. E’ forse l’ultima occasione di agganciare, anche attraverso una corretta e visionaria programmazione delle risorse europee, una modernità che altrimenti ci vedrà esclusi. Infrastrutture in primis, ma anche ambiente e territorio. Pensare che possano esistere barriere in grado di difendere orticelli è un pensiero tanto antico, quanto irrealizzabile. Non oggi, non qui, nella nostra piccola Basilicata.

Pensare che i problemi dei campani, dei calabresi o dei pugliesi a un passo da noi, possano non riguardarci, significa stare fuori dal mondo. Perché intuisco che ci sono scenari, discussioni, investimenti e processi dai quali non possiamo rimanere esclusi. Pena l’isolamento.

Per la nostra regione, essere alla guida di un percorso di rinnovamento vero, costruendo relazioni con le altre regioni, non può che essere un'opportunità e noi stiamo lavorando in questo senso, per guadagnarci sul campo quella funzione di cerniera a cui possiamo aspirare, uscendo dai nostri confini, facendo conoscere le nostre bellezze, i nostri territori, le nostre peculiarità.

Il primo passo è capire come valorizzare vocazioni territoriali creando sinergie. C'è un vuoto istituzionale nel Sud che va colmato nel rapporto con il governo centrale e con le altre regioni. Il processo di condivisione programmatica e progettuale, è già in atto e si sta rivelando essenziale.

D’altronde il processo su cui stiamo ragionando, altro non è che uno strumento per semplificare la pianificazione e la programmazione territoriale, riducendo sprechi e sovrapposizioni di competenze tra Stato e Regioni.

Dal mio canto, come ho sempre fatto fin dall’inizio del mio percorso politico ed elettorale, non mi sottrarrò a nessun confronto sul tema, continuando a provocare ed alimentare un dibattito che troppo spesso è stato sopito o rinviato. Non possiamo chiudere gli occhi e turarci il naso, aspettando che qualcosa accada.

Saremo protagonisti della nuova fase che verrà. Saremo #InsiemeSud

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?