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Pd alla ricerca del nuovo segretario
Non c’è tregua congressuale

Basilicata

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POTENZA - Altro che ritiro delle candidature renziane a favore di Braia. Nel Pd ancora tutto è in alto mare per la scelta del prossimo segretario regionale. Tanto che le convenzioni sono state rinviate di una settimane. 

La data delle primarie rimane ancora fissata al 13 aprile prossimo. Su quella per il momento non c’è discussione.
Ma dal Pd lucano ieri sera hanno reso noto che «la commissione regionale del congresso del partito democratico, riunitasi in data odierna, preso atto della calendarizzazione originale eccessivamente compressa e nell’auspicio di poter celebrare le convenzioni di circolo nel più ampio numero possibile di comuni della Basilicata, ha deciso di rinviare, all’unanimità, le date di tali convenzioni secondo il seguente calendario: 2, 3, 4, 5 e 6 aprile». 

In realtà le convenzioni dovevano cominciare oggi, e proseguire fino al prossimo 30 marzo. Le convenzioni altro che non sono che le “primarie” riservate ai soli tesserati che si svolgono in ciascuno dei 131 comuni della Basilicata. E servono nella sostanza per ridurre la platea dei candidati segretari a tre. Lo Statuto nazionale del Pd prevede, infatti, che alle primarie popolari possano partecipare solo tre candidati. Le convenzioni sono quindi una scrematura interna che dagli attuali sei aspiranti (i quatto renziani, Luca Braia, Mario Polese, Salvatore Margiotta e Francesco Mitidieri, il cuperliano Antonio Luongo e il civatiano Dino Paradiso) deve far rimanere in lizza solo i tre che prenderanno più preferenze dai tesserati. 

Questa ovviamente è la conferma che non è stato trovato (ancora?) nessun accordo all’interno del partito nonostante le diplomazie siano al lavoro già da giorni. I candidati renziani restano tutti in campo. Nonostante Luca Braia sui social network abbia lanciato la propria candidatura direttamente al 13 aprile (dando per scontato quindi l’esito delle convenzioni e favorendo magari l’errore di chi ha pensato che potesse essere stata raggiunta la sintesi unitaria tra renziani). 

In realtà il rinvio di una settimana delle convenzioni comunali al netto della comunicazione ufficiale («data l’importanza dell’appuntamento, si è convenuto di effettuare tale rinvio per garantire la più ampia partecipazione possibile a questa prima fase congressuale da parte degli iscritti al Pd. Il tutto è stato concordato con i sei candidati alla carica di Segretario Regionale».) offre un’altra manciata di giorni per capire il da farsi. In tutto questo tarda ancora ad arrivare da Roma la decisione sul ricorso presentato da Vito Giuzio contro la modifica decisa dalla Commissione regionale di garanzia sulla possibilità di più liste di candidati per ciascun aspirante segretario. La decisione sul rinvio non è “neutra” rispetto alle dinamiche e al risultato congressuale. E quindi si prende tempo. E magari è solo la vigilia del rinvio di tutto il congresso. Nulla può essere escluso a questo punto.

 

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