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Scopelliti condannato, Santelli: «Sentenza brutale»
Pd vuole il voto. Magorno: «Si deve ai calabresi»

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La prima a commentare la sentenza di condanna nei confronti del presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti (LEGGI) è Jole Santelli. Intervistata in diretta da Salvatore Audia nel corso dell'edizione straordinaria del Tg di Esperia Tv, la coordinatrice calabrese di Forza Italia usa parole dure: «Non mi sarei mai aspettata una sentenza così forte, brutale, spropositata».

Per la numero uno regionale dei seguaci di Berlusconi, le divisioni politiche tra Forza Italia e Ncd vengono in secondo piano: «Siamo amici, in questo momento sono solo addolorata». Scopelliti, a questo punto viene automaticamente sospeso dalla presidenza della giunta regionale e per la legge Severino diventa incandidabile alla Regione nel 2015 ma non alle Europee di maggio, per le quali il governatore potrebbe farsi avanti (LEGGI).

Guarda al futuro immediato anche il Pd: «Con la sentenza di questa sera il presidente Scopelliti è giunto alla fine della sua esperienza di governo. Ora bisogna andare subito al voto anticipato: lo dobbiamo ai calabresi», dichiara il segretario del Pd Calabria Ernesto Magorno nel commentare la notizia della condanna. «Il fallimento di Scopelliti è prima di tutto politico, per la palese incapacità della sua maggioranza, nell'affrontare le gravi emergenze che vive questa terra. La notizia di questa sera conferma, anche dal punto di visto etico, la necessità di ridare la parola a calabresi. La Calabria deve voltare pagina ritrovare fiducia nella politica e affidarsi ad un'esperienza di rinnovamento e buon governo, che ponga come priorità la questione morale e della lotta alla criminalità. Noi democratici siamo pronti ad affrontare questa sfida con l'entusiasmo, la voglia di cambiamento e il coraggio che abbiamo saputo dimostrare ieri a Scalea insieme a Matteo Renzi». Dice in conclusione Magorno: «Ho concordato con Pina Picierno, responsabile Legalità e Sud della Segretaria Nazionale del Partito Democratico, l’organizzazione di una grande iniziativa che terremo a Reggio Calabria. Il Pd tutto è mobilitato per la legalità e per chiedere elezioni subito in Calabria».

Antonio Gentile, coordinatore regionale del Ncd e principale alleato politico di Scopelliti ribadisce invece la sua solidarietà e quella di tutto il partito al presidente della regione e definisce «incostituzionale la parte della legge Severino (LEGGI L'ITER CHE PORTA ALLA SOSPENSIONE) che agisce dopo il primo grado in maniera interruttiva nei processi governativi e legislativi: la delega che come parlamentari concedemmo al governo Monti fu oggetto di abuso da parte dell’esecutivo. Spero che quando arriverà la sospensione automatica, il presidente impugni il provvedimento dinanzi al Tar del Lazio e chieda che si pronunci la Consulta su una legge che emana disposizioni relativamente a reati ancora presunti e pregressi la sua introduzione. Bisogna arrivare anche sino al Consiglio di Stato per fare in modo che il giudice delle leggi valuti la norma che è afflittiva: può un giovane uomo politico come Scopelliti vedere interrotta la sua carriera politica per una condanna di primo grado? E se sarà assolto in Appello chi lo risarcirà?».

In una nota, anche la giunta regionale prende le difese del suo presidente: «La condanna era ampiamente prevista. Non già perchè meritata, ma per il fatto che il comportamento reiteratamente ostile e illegittimo del tribunale ne aveva costituito una evidente anticipazione. La sentenza, tra l’altro, ha preteso di strafare applicando una pena eccessiva ed esorbitante, volutamente esemplare. Quasi nel tentativo di sottolineare la base politica della condanna»

Per la deputata calabrese del M5S Dalila Nesci, «la condanna di Giuseppe Scopelliti apre un capitolo nuovo, di speranza e ricostruzione per la Calabria. Adesso la coscienza e il coraggio civile hanno uno spazio enorme in Calabria, in cui tutti i partiti non hanno più alcuna credibilità». E parlano di una sentenza che «non colmerà i buchi di bilancio ma servirà a restituire nuova dignità ai reggini» anche gli altri parlamentari grillini Barbanti e Molinari.

 

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