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SCOPELLITI CONDANNATO, REGIONE IN BILICO
Ore decisive per il futuro della legislatura

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Sono ore decisive per il futuro della Regione Calabria, dopo la sentenza, che ha condannato il presidente della Regione Calabria a 6 anni e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici (LEGGI). Al termine del vertice di Catanzaro, Scopelliti ha rilasciato una dichiarazione nella quale annuncia le dimissioni di giunta e consiglieri di maggioranza: «Ci dimettiamo, la Calabria ha bisogno di democrazia», ha detto il governatore.

Già in nottata è scattato un primo vertice del governatore con i fedelissimi, in vista della sospensione che lo allontanerà dalla guida della giunta. E oggi un frenetico calendario di incontri. 

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LE DUE STRADE DELLA MAGGIORANZA - In bilico c'è l'ultima parte della legislatura regionale, che scadrà nel 2015. Il Pd ha chiesto subito le urne, mentre due erano le posizioni all'interno della maggioranza: c'è chi, come Fausto Orsomarso, consigliere regionale cosentino, pur se in polemica  con l'opposizione spinge per andare subito al voto, mentre una seconda linea è orientata ad andare avanti con un vicepresidente - da nominare al posto di Antonella Stasi che non è eletta e della giunta faceva parte con una nomina esterna al Consiglio - in attesa di preparare la successione a Scopelliti.

Le diverse tesi sono state messe a confronto in mattinata. A Catanzaro è stata convocata per le 11 la giunta. In programma anche un vertice con i consiglieri di maggioranza. E a loro sarà sottoposta la decisione di dimettersi. 

IL VERTICE NOTTURNO - Erano già arrivati a Reggio, invece, nel tardo pomeriggio di ieri gli assessori e i consiglieri regionali più vicini a Peppe Scopelliti. Dopo la lettura della condanna hanno raggiunto il presidente ed è seguita una lunga riunione finita verso mezzanotte. L'incontro è servita, anche, per fare una prima valutazione politica alla luce della sospensione dalla funzione fino a fine legislatura. 

Scopelliti non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma tutti gli assessori hanno firmato un documento in cui denunciano che la «condanna del presidente Giuseppe Scopelliti era ampiamente prevista. Non già perché meritata, ma per il fatto che il comportamento reiteratamente ostile e illegittimo del tribunale ne aveva costituito una evidente anticipazione». Secondo gli esponenti della giunta «la sentenza, tra l'altro, ha preteso di strafare applicando una pena eccessiva ed esorbitante, volutamente esemplare. Quasi nel tentativo di sottolineare la base politica della condanna. Non è questo il modo di intendere il corretto svolgimento dei rapporti tra ordine giudiziario e politica».

LA CONDANNA PER IL GOVERNATORE - La condanna stabilita dai giudici Olga Tarzia, Filippo Aragona, Teresa De Pascale, superiore ai due anni di reclusione per i reati contestati, in base alla “Legge Severino”, comporta la sospensione per 18 mesi dal consiglio regionale e a questo punto Scopelliti è fuori gioco anche rispetto ad una ricandidatura, a meno che non dovesse sopraggiungere una sentenza di secondo grado di assoluzione. Per il presidente della Regione, che non era presente in aula al momento della lettura della sentenza, a questo punto si apre un nuovo scenario politico (LEGGI).

Scopelliti era imputato, insieme a tre ex revisori dei conti, nell'ambito dell'inchiesta sul bilancio del Comune di Reggio Calabria. Per l'ex sindaco l'accusa formulata era abuso d'ufficio. Condannati anche i tre revisori dei conti dell’epoca (Carmelo Stracuzzi, Domenico D'Amico e Ruggero De Medici) di Palazzo San Giorgio, accusati di falso ideologico: per loro 3 anni e 6 mesi con 5 anni di interdizione. Scopelliti dovrà anche risarcire 120mila euro di provvisionale, in attesa della quantificazione definitiva. Ventimila euro a testa dovranno risarcire invece i revisori.

GUARDA IL VIDEO: LA LETTURA DELLA SENTENZA

Tutta la vicenda giudiziaria è legata alle autoliquidazioni che avrebbe fatto l’ex dirigente dell’Ufficio finanza del Comune di Reggio, Orsola Fallara, suicidatasi nel 2010 (LEGGI LA RICOSTRUZIONE). Il pm Sara Ombra aveva chiesto pene esemplari: cinque anni e l’interdizione dai pubblici uffici per Scopelliti. Ma la condanna è stata ancora più pesante. Per i tre revisori l'accusa chiedeva la condanna a 4 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici. Entro 90 giorni i giudici depositeranno le motivazioni della sentenza.

 

 

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