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Congresso Pd, sempre più farsa
I civatiani vogliono la nomina di un reggente

Basilicata

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MATERA - Il rinvio di una settimana delle convenzioni locali del Pd che dovranno svolgersi entro il 6 di aprile lascia sostanzialmente invariata la preoccupazione dell’area civatiana del Pd che continua a parlare di una “farsa” e chiede non solo il rinvio del congresso “ormai inevitabile” ma anche la nomina di un reggente regionale che sostituisca Vito De Filippo.

Ad esprimere questi concetti rafforzati dopo le ultime decisioni sono stati Dino Paradiso e Nino Carella nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede materana del Pd ieri mattina. «Ci pare tanto una decisione già presa, sanno bene di non poter fare il congresso adesso, lo rinvieranno a giugno piuttosto che a settembre» ha spiegato Nino Carella sottolineando come di fatto la gran parte del Partito stia semplicemente attendendo il momento ultimo necessario per poter annunciare il rinvio.

«Di sicuro il congresso non si potrà fare a questo punto prima delle prossime elezioni europee e il rinvio di una settimana delle convenzioni locali non cambia di fatto la sostanza del problema che rimane invariato» continua Dino Paradiso candidato alla segreteria del Partito Democratico regionale, «la nostra è una battaglia per cambiare la mentalità, affrontare problemi e questioni e non parlare solamente di pesi e contrappesi. Riteniamo che oggi più che mai serva un partito e serva soprattutto un partito che fa proposte.

Oggi in queste condizioni i segretari locali non sono in grado di tenere le convenzioni e non ci sono tempi tecnici per farle così come non si rispettano le prerogative stesse di tenere un congresso secondo il criterio del confronto tra i singoli candidati che così non può essere accettato». E’ altrettato chiaro che questo di posizione molto critica su quanto sta accadendo in queste ore rischia di scontrarsi con la posizione, contraria ai rinvii assunta fino ad ora dai civatiani: «la nostra posizione non cambia ma tra due mali oggi siamo costretti a scegliere quello minore. Noi non vogliamo rinviare un congresso ma vogliamo al contempo che si tratti di un congresso vero e piuttosto che farne uno in queste condizioni e senza la possibilità di un confronto preferiamo che si arrivi davvero al rinvio».

La convinzione è che la decisione sia già stata presa e che si aspetti solamente il momento ultimo necessario per poter davvero annunciare questo rinvio del resto molta è la confusione che rimane ad oggi sui candidati in campo e sulle diverse proposte in essere in attesa che chiarimenti continuino ad arrivare nelle prossime ore. Ma sempre più a ridosso di importanti appuntamenti elettorali.

In tutto questo ovviamente Paradiso ribadisce: «è necessario anche scegliere una persona che possa in questo momento di transizione rappresentare il partito, un reggente che sia di garanzia per tutti. Credo che ci siano gli organismi e gli strumenti necessari per poter definire una scelta che permetta di completare questa fase e di affrontare il momento attuale che è molto delicato».

Nei prossimi giorni si capirà cosa davvero succede, di certo a livello regionale il Pd non sembra affatto avere le idee chiare e non pare pronto ad affrontare questo congresso. Il rinvio appare sempre più la soluzione dietro l’angolo.

Non solo la più richiesta ma quella inevitabile.

p.quarto@luedi.it

 

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