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Polese si ritira: "Uniti su Braia"
Il pittelliano doc spinge il partito sull’ex assessore

Basilicata

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POTENZA - Parla Mario Polese. Il consigliere regionale sulle delle questioni spinose del Pd e della Regione mostra di avere le idee ben chiare.

Un anno fa, politicamente parlando, la conoscevano in pochi. Oggi dopo aver ottenuto quasi 8 mila voti alle scorse regionali è sulla bocca di tutti. Ma lei in primis, se l’aspettava tutto questo?

«Ammetto che devo moltissimo all’avventura di Prima persona cominciata due anni fa. Da uno sparuto gruppo di giovani ad un’associazione radicata in 60 Comuni, il passaggio è stato rapido, emozionante e lusinghiero. C’è molta gente che conta su di me e sul mio operato tanto da meritare attenzione e riflessioni. Tutto ciò mi permette di innescare un dialogo anche con chi è più scettico e di ascoltare le istanze di tutti i cittadini sul territorio. Vede Don Milani diceva: a che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca. Ebbene io le mani le ho tolte dalle tasche e accetto e accetterò serenamente e responsabilmente le conseguenze di tale gesto, nel bene e nel male, fino all’ultimo giorno del mia investitura popolare».

Ma non pare fermarsi sugli allori. A sorpresa è tra i candidati alla segreteria regionale del Pd. Come mai questa scelta?

«Mi consenta di dire che la frase “ fermarsi sugli allori” non mi è mai appartenuta, anzi. Ho deciso di entrare a far parte del gruppo consiliare del Partito democratico perchè convinto che esso rappresenta l'unico vero soggetto riformista e progressista nel nostro Paese. Con l'ascesa di Renzi il suo carattere riformatore ha assunto una valenza centrale. Con convinzione, quindi, mi sono tesserato al Pd pur non condividendo alcune dinamiche precedenti. La mia candidatura è nata quindi dalla volontà di portare all’attenzione degli aspiranti segretari una nuova piattaforma programmatica per evitare di incappare nell’errore di porre sempre al centro i nomi e non i programmi. C’è bisogno di un nuovo partito. Un partito più avvolgente e coinvolgente che non lasci chiuse le porte dei circoli nei territori ma che prenda linfa proprio da quest’ultimi».

Cosa serve al Pd lucano che vive storicamente di contrapposizioni e “scontri”?

«Il Pd è l’unico partito in cui si incrociano le diverse anime che lo popolano, le diverse storie politiche, culturali ed umane che diventano fattore di arricchimento e stimolo reciproco. La presenza di maggioranze e minoranze è il segnale di un dibattuto vivo e di garanzia degli iscritti. Altra cosa invece è il correntismo che è la degenerazione del dibattito franco e aspro. Il compito che spetterà al nuovo segretario, quindi, sarà quello di fare sintesi tra le diverse anime per evitare filiere, e dimostrare di avere una visione aperta e condivisa del partito dove la società sarà protagonista per realizzare progetti di crescita per il territorio».

Intanto c’è la questione dei 4 candidati renziani. C’è ancora spazio per una sintesi?

«Le sfide politiche ed elettorali che ci attendono consigliano di tentare una sintesi unitaria in cui tutte le anime del partito possano sentirsi rappresentate attorno alla candidatura di un segretario che è espressione dell'area che ha vinto il congresso nazionale in Basilicata e penso a Luca Braia».

Perchè Braia?

«Premesso che tutti i candidati hanno ottime capacità politiche e sono persone di grande qualità umana e che nello specifico, all'interno dell'area renziana, la freschezza di Mitidieri e l'autorevolezza di Margiotta costituiranno certamente un valore aggiunto, Luca Braia e’ un politico che ha saputo dimostrare grandi capacità amministrative durante il ruolo di assessore e grande lealtà nel sostenere, sin dalle prime ore e con forza, il nostro governatore durante le primarie del centrosinistra per il candidato presidente».

E’ l’idea condivisa dei renziani?

«Dobbiamo provare a fare tutti un passo indietro nei personalismi per intercettare l'essenza vera di quella rivoluzione che il nostro segretario Matteo Renzi sta dimostrando essere l'anima reale di un partito vero, riformista ed inclusivo. Per quanto mi riguarda ritengo opportuno contribuire alla causa annunciando il ritiro della mia candidatura alla segreteria regionale del Pd».

Per arrivare a una candidatura unica serve un passo indietro anche da parte di Margiotta e Mitidieri...

«Il mio impegno in queste ore sarà volto ad assicurare un'unità tanto del partito nel suo complesso, quanto nell'area cosiddetta renziana, al fine di procedere serenamente ad una dinamica congressuale che provi anche a salvaguardare le competizioni elettorali amministrative ed europee dove il Pd sarà protagonista».

Intanto lei è considerato il braccio destro di Marcello Pittella. Si aspettava un inizio di legislatura così?

«Spesso si esagera. Sono un consigliere regionale che, vede nascere e crescere la propria esperienza civica e politica al fianco di Gianni e Marcello Pittella e che oggi continua nel suo operato con un percorso autonomo, certamente all’interno di una dinamica di squadra, procedendo dentro un tracciato personale caratterizzato anche da momenti di sana dialettica, cosa che da sempre caratterizza e contraddistingue la nostra area politica. La posizione che ricopro oggi l’ho guadagnata con lavoro intenso e sul territorio. Mi creda, nulla mi è stato regalato. Ho solo da ringraziare per la fiducia riposta da loro e dai cittadini e spero di continuare a meritarla dimostrando impegno, dedizione e passione».

C’è qualcosa che in questi pochi mesi avrebbe comunque fatto diversamente?

«No perché sono entrato nel Palazzo del Consiglio con idee ben precise che riguardano l’attuazione di gran parte del mio programma elettorale. E sarà su questo che farò leva e su cui sto già lavorando. Mi rendo conto che tutto è perfettibile e quindi non sto tralasciando nessun consiglio o critica costruttiva. Sono pronto al dialogo a 360 gradi. Sono un neofita della politica e del Consiglio e sto lavorando duramente per restituire la fiducia riposta sia da chi mi ha votato e sia da chi mostra scetticismo».

E c’è già qualcosa che a livello politico la rende orgoglioso?

«Al di là delle polemiche, l’attenzione agli ultimi ed ai penultimi espressa tanto nel lavoro delle Commissioni quanto nella finanziaria, oltre che le proposte di riduzione dei costi della politica, sono un buon punto di partenza. Molti sono i cambiamenti che si sono realizzati in Basilicata nell’ultimo periodo. Si è aperta una fase nuova della politica italiana che sta avendo forti ricadute anche nelle regioni. Con l’avvento di Renzi stiamo assistendo ad una nuova politica: quella del fare e dei tempi scanditi. Con orgoglio e convinzione ho sostenuto sin dall’inizio, prima come segretario e ora come Premier, Renzi. Sono convinto che anche la fase congressuale regionale respirerà questa nuova fase di energia che si ripercuoterà positivamente, poi, anche nella politica lucana».

Per concludere, un auspicio per il 2014…

«Lavorare con serenità riaccendendo nei cittadini la fiducia verso la buona politica e i buoni amministratori. Mi auguro, infatti, che terminate le amministrative ed europee possiamo avere quella stabilità politica tale da consentirci di avviare quella nuova stagione di riforme che pone al centro i reali bisogni dei cittadini e del nostro territorio, con un pensiero particolare a quella che è la più grande risorsa di questa regione, che non è l'acqua ne il petrolio ma la nostra generazione».

s.santoro@luedi.it

 

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