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Il futuro di Scopelliti e del centrodestra calabrese
è nelle mani di Alfano: lungo vertice a Roma

Calabria

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COSENZA - Poco prima di mezzanotte si sono trovati al cospetto di Angelino Alfano che dovrà risolvere il “caso Calabria” scoppiato con la decisione del presidente Scopelliti di chiudere una anno prima la legislatura a seguito della condanna a 6 anni in primo grado e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Una folta delegazione di assessori e consiglieri regionali del Nuovo centrodestra ieri sera è partita in aereo per la capitale, dopo la seduta del consiglio regionale, per partecipare al vertice con Alfano e, forse, il coordinatore Quagliariello per scongiurare la fine anticipata della legislatura. 

La missione romana è stata decisa dopo un vertice di maggioranza a cui hanno partecipato la coordinatrice di Fi Jole Santelli e il segretario regionale dell'Udc Gino Trematerra, il coordinatore della "Lista Scopelliti" Mario Caligiuri, e i capigruppo delle forze politiche di maggioranza. Presenti anche lo stesso Scopelliti e il presidente del consiglio regionale Francesco Talarico.
La giornata di lunedì per Peppe Scopelliti (LEGGI L'ARTICOLO) è iniziata con una conferenza stampa nella sede di Calabria Lavoro ma si è tenuto alla larga da Palazzo Campanella forse per evitare le “pressioni” dei consiglieri regionali di maggioranza che rischiano di presentarsi agli elettori con molti nodi non risolti a partire dai rifiuti per finire ai fondi comunitari. La maggioranza ha offerto un assist formidabile a Scopelliti con la riforma dello Statuto che è ripartita daccapo mentre si poteva concluderla con la seconda lettura della legge approvata il 22 aprile scorso (LEGGI LA RIFORMA APPROVATA). 
In questo nuovo hanno incardinato il consiglio alle riforme che ora dovrà approvarla in seconda lettura tra due mesi, in questo modo hanno creato le premesse per portare la scadenza elettorale a fine anno. A dirla tutta nemmeno gli uffici della Regione hanno chiaro cosa accadrà nelle prossime ore, quando a Scopelliti sarà notificata la sospensione dalla carica di consigliere regionale e di conseguenza da presidente della giunta. Tant'è che è stato chiesto un parere al ministero dell'Interno (Alfano).
Ieri, parlando a margine di una conferenza stampa Scopelliti ha ammesso come le sue dimissioni «abbiano messo in contropiede molti, e che adesso si cominci a fantasticare», però ha aggiunto «un presidente dimissionario ha il compito, così come accaduto per altri colleghi in altre Regioni, di guidare fino a nuove elezioni l’ente Regione». Ma i suoi colleghi Polverini e Cota, giusto per citarne alcuni, non si sono trovati nella stessa posizione con una condanna e gli effetti della legge Severino. Quindi non è chiaro se questa dichiarazione di Scopelliti sia un'apertura alle richieste della maggioranza di completare le riforme prima di dimettersi. «Indipendentemente da tutto, e comunque senza aspettare gli esiti della Legge Severino, farò un passo indietro, ma anche tanti in avanti», ha puntualizzato. 
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