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Abbi coraggio Luigi
Falotico scrive a Petrone

Basilicata

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3 minuti 13 secondi

Caro Luigi,

dall’intervista che hai concesso ad un quotidiano locale, ho avuto la conferma di una persona che non si è fermata alla lusinga di una prestigiosa indicazione, ma che si è  posta da subito il tema di come, con chi e con quali forze affrontare il difficile compito che le sta davanti, al punto da affermare che, all’occorrenza,  saresti stato disposto ad affrontare anche le primarie.  Questa dichiarazione ti fa onore e rende trasparente ed esplicita la tua volontà di lavorare unicamente e solamente per il bene della città. Ci sono stagioni nella vita in cui una persona anela ad andare oltre ai successi personali o professionali e porre la propria intelligenza, il proprio prestigio, la propria capacità operativa al servizio di scopi più alti, più generali, capaci, come nel tuo caso, di perpetuare una tradizione consolidata di legame affettivo con la gente potentina e lucana. E’ sulla base di questa mia stima personale che mi sento di dire che il Pd potentino, rifiutando le primarie di coalizione, non ti ha assicurato la migliore partenza, sia perché ha provocato divisioni all’interno di una maggioranza, sia perché, cosa molto più importante, ti ha sottratto ad un confronto preventivo con la città e ad una conseguente e necessaria investitura di popolo. Avrei potuto capire un partito che avesse fatto regole stringenti per indicare i migliori candidati possibili e avesse obbligato le forze alleate a fare altrettanto, in una competizione di alto spessore politico e morale il cui significato avrebbe rappresentato esso stesso un messaggio forte di stimolo ad una città che si è rinchiusa nel suo privato, prendendo le distanze da tutto quello che è o sa di politica. Invece, per come è nata e per come è stata gestita, la tua candidatura sembra una candidatura di Palazzo, una sorta di investitura da parte di un gruppo, di una casta, di un Potere più o meno configurabile col Governo della città.

Questa paura di sottoporti ad un bagno di popolo rischia di farti apparire come un uomo chiamato più a garantire equilibri che a mobilitare la città per un rilancio; più un uomo della conservazione che della svolta, come impietosamente hanno commentato autorevoli fonti giornalistiche. I recenti accadimenti nazionali, con l’impetuosa ascesa di Matteo Renzi, dicono senza ombra di dubbio che l’agibilità per governare non la danno più le maggioranze all’interno di un partito o di una coalizione, con le solite stanche liturgie e con le loro logiche di dare ed avere, di concedere o negare, di includere o escludere. Un vincitore delle primarie è depositario in prima persona dei poteri di una intera coalizione e parla ed opera godendo di una libertà di movimento che va oltre i confini di un partito. E tu, di agibilità personale e istituzionale, dovresti guadagnarne tanta, proprio perché non saresti chiamato a gestire una situazione facile, ma a governare una città impoverita, oberata di opzioni urbanistiche, ipotecata nel suo sviluppo e per di più sull’orlo del dissesto; una città che, per ridare il frutto della speranza ai cittadini, va rivoltata come un calzino, riaccesa nello sforzo corale di tutte le categorie e di tutte le classi, finalmente tornate ad essere uguali nella sicurezza di un Sindaco che è percepito come Sindaco di tutti. Tanti uomini e donne del centrosinistra vorrebbero con forza le primarie, nella tranquilla consapevolezza di non poter abbandonare uno strumento che si è dimostrato capace di rompere le incrostazioni nei partiti, aprire le finestre e portare davvero il vento del rinnovamento.

Abbi coraggio, Luigi, prendi parte ad una necessaria consultazione di popolo e non aver paura di una città che ti stima e ti rispetta.

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