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«Per la sospensione di Scopelliti si aspetta solo
la comunicazione del tribunale». Lanzetta detta i tempi

Calabria

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CATANZARO - «Voglio assicurare che non appena il Presidente del Consiglio riceverà la comunicazione ad opera del prefetto di Catanzaro dei contenuti dell’atto giudiziario adottato, in modo da averne piena contezza, il provvedimento di sospensione, nel rispetto dei presupposti di legge, sarà emanato senza indugio». Lo ha detto alla Camera il Ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, rispondendo ad un’interrogazione con cui il Gruppo del Movimento 5 Stelle ha chiesto di conoscere «quando possa giungere a compimento» la procedura di sospensione dalla carica del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, dopo che il Governatore giovedì scorso è stato condannato a sei anni di reclusione per abuso d’ufficio e falso, oltre che all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. 

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Il Ministro Lanzetta ha ricordato come la procedura di sospensione che riguarda nel caso specifico il presidente Scopelliti «preveda, come primo atto, che il provvedimento giudiziario adottato, quando comporti una sospensione di diritto dalla carica ricoperta, venga comunicato, a cura del Tribunale, al Prefetto del capoluogo della regione interessata. Ricevuta la comunicazione del provvedimento giudiziario, il Prefetto provvede a sua volta a darne comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale adotta, sentiti i ministri per gli Affari regionali e dell’Interno, il provvedimento di sospensione, che viene poi notificato al Consiglio regionale competente per gli adempimenti conseguenti. 
«Al riguardo - ha specificato il Ministro - si rappresenta che, ad oggi, non risulta che sia stato ancora comunicato dal Tribunale al Prefetto di Catanzaro il provvedimento giudiziario adottato nei confronti del dott. Giuseppe Scopellti, presupposto imprescindibile per l’attivazione della procedura di sospensione». 
Il deputato M5S Sebastiano Barbanti, calabrese, cofirmatario dell’interrogazione, nella sua replica, ha rivolto al Ministro Lanzetta (anche lei calabrese) quello che ha definito «un appello: fate presto, fate presto - ha detto due volte -. Il popolo calabrese non merita di essere rappresentato da un condannato in primo grado, da un Governatore che continua a portare avanti i suoi interessi a danno della comunità calabrese e che pretende di giocare con il destino di tutti noi. In questa situazione il decreto sospensivo è solo un atto accertativo, ma è necessario per consentire di recidere questo legame e questa mortificazione per i cittadini calabresi. Dopo il 'modello Reggio', abbiamo assistito al 'modello Regione' e gli esiti purtroppo sono stati simili: il fallimento generale di tutta la politica e l’ulteriore impoverimento economico, sociale e culturale della nostra terra. Alla regione Calabria serve una scossa, una luce, una speranza».

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