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Falotico e i "suoi" non mollano
Primarie domenica 13

Basilicata

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POTENZA - Stringata e diretta: l’avvocato Luigi Petrone, candidato unico di Pd e alleati per le amministrative di Potenza, risponde per le rime a Roberto Falotico sulla questione primarie. E all’ex assessore regionale che il giorno prima con una lettera gli aveva chiesto di “avere coraggio” e non barricarsi dietro quella che sarebbe solo «una candidatura di Palazzo», replica senza lasciare spazio a ulteriori provocazioni: «Nessuna paura della competizione», «sulla indicazione del mio nome è stata trovata larga convergenza». L’appuntamento, a questo punto, è rimandato direttamente a maggio: «Affidiamoci al responso delle urne».

Per l’avvocato potentino i giochi sono ormai fatti. Tanto che, nel corso del nuovo tavolo di centrosinistra che è tornato a riunirsi ieri - a cui hanno preso parte, oltre al Pd, Popolari uniti, centro democratico, Scelta civica e Sinistra ecologia e libertà - si è passati già alla parte operativa: ossia la definizione del programma elettorale che dovrà riempire di contenuti la candidatura di Petrone.  Ma gli altri - quel pezzo di centrosinistra che  non ha condiviso la linea - non ci stanno e annunciano battaglia. Le primarie le faranno lo stesso. Si terranno il 13 aprile, come verrà annunciato questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si terrà al Grande Albergo. Oltre a Realtà Italia che sostiene Roberto Falotico, ci sono Movimento Nuova Repubblica di Singetta, Versi, socialisti riformisti,  Reti civiche e altri movimenti minori. Aderisce anche Italia dei Valori, il cui segretario nazionale Messina, a Potenza per promuovere le due raccolte firme del partito, è tornato a ribadire la propria contrarietà all’ “operazione” Petrone. «Non si capisce come - ha dichiarato il leader nazionale - il partito di Renzi possa aver decido di rinunciare alle primarie».

Al momento, rimane fuori il Psi. Il partito di Valvano non parteciperà alle primarie del 13 aprile, ma non ha dato nemmeno il suo appoggio a Petrone. Anche se l’auspico delle forze che si sono ritrovate sul nome dell’avvocato è che anche il Psi alla fine possa fare un passo indietro.

Si continua invece a discutere, nella speranza di trovare una soluzione unitaria e condivisa,  all’interno  del centrodestra. E’ prevista per oggi quella che dovrebbe essere la riunione decisiva per l’individuazione del candidato. Ma a 24 ore dal “match” finale, Fratelli d’Italia rimane ferma sulle sue posizioni: «Le primarie ci dovranno essere - dice il leader regionale, Gianni Rosa  - Non vediamo altrimenti come si possa scegliere quale sia il candidato migliore per coalizione: Dario De Luca o Michele Cannizzaro. Il candidato sindaco della coalizione non può essere scelto con un atto d’imperio. Chiediamo che la scelta venga effettuata con metodo democratico». Il partito lucano della Meloni rimane lo scoglio più grande per la coalizione di centrodestra, con una fetta consistente orientata sul nome dell’ex direttore dell’Ospedale San Carlo, Michele Cannizzaro. Che, nel frattempo, si dice fiducioso: «Sono sicuro che il centrodestra saprà far prevalere il senso di responsabilità. Giungendo  a una una scelta unitaria che rappresenti una vera alternativa al centrosinistra».

m.labanca@luedi.it

 

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