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"Sul futuro del petrolio non si può abdicare"
Da Gianni Rosa dure critiche a Pittella

Basilicata

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POTENZA - Il disegno di legge sulla riforma del titolo V in Basilicata significa soprattutto petrolio. Perché proprio sulla materia energetica la regione si gioca tutto. È indubbio infatti che le royalties in questi anni non solo hanno permesso a molti comuni di poter sopravvivere in tempi altamente critici ma hanno anche tenuto in piedi il sistema sanitario regionale. ora le cose potrebbero cambiare, proprio mentre al Senato è stato approvato un ordine del giorno (180 favorevoli, 52 contrari e 8 astenuti) da parte del presidente della commissione Ambiente, Giuseppe Marinello, che in pratica detta una nuova linea sulle prossime estrazioni petrolifere sul suolo italiano. E nell’odg si parla di sospensione di nuove concessioni entro le 12 miglia dalla costa, attività di verifica delle attività già in atto, rafforzamento del ruolo degli enti locali durante l’iter autorizzativo e aumento delle royalty per nuove attività (fino al 50% delle attuali). E ancora: viene introdotta la volontà di individuare misure risarcitorie dei territori interessati, e particolare attenzione viene data alla tutela degli stock ittici. Oltre a questo, il divieto di attività in zone rischio sismico e vulcanico, e il ruolo «determinante» nel processo di autorizzazione alle prospezioni degli istituti di ricerca pubblici (Ispra, Cnr e Ingv).

Dunque, i punti contenuti nell’ordine del giorno potrebbero soddisfare una parte della Basilicata, soprattutto sulla questione royalties e del risarcimento dei Comuni interessati dalle estrazioni. Tutto questo il giorno dopo il documento presentato da Viceconte al Governo per capire che misure saranno adottate per far rispettare il memorandum firmato nel 2011. Ma è ovvio che in Consiglio a via Verrastro, ieri chiamato proprio a discutere della riforma del titolo V della Costituzione, la questione petrolio è stata  uno degli elementi di maggiore discussione. Perché è chiaro che all’interno del Pd regni una certa indecisione, con un Pittella che ha scelto di non scegliere da che parte stare, tant’è che ieri è stato criticato duramente da Gianni Rosa. C’è un disegno di legge governativo che di fatto statalizzerebbe la gestione e la produzione di energia e una regione, la Basilicata, che ne produce in quantità industriali attraverso le estrazioni. E in questo clima «ci si sarebbe aspettato da parte di chi ci rappresenta - dice il consigliere di Fratelli d’Italia Gianni Rosa - nelle istituzioni nazionali una disposizione decisa e determinata in favore della nostra terra. Invece, come al solito, le risposte di chi dovrebbe tutelarci sono tutte ambigue.

Pittella che a Roma si schiaccia sulle posizioni di Renzi ed accetta senza colpo ferire i suoi diktat, mentre in Basilicata dichiara tutto il contrario, è l’emblema di tale ambiguità».

Dunque la modifica dell’articolo 117 della Costituzione in Consiglio è un caso puramente politico, con una maggioranza che preferisce affrontare la questione in un altro momento, visto che ieri è stato soprattutto il momento della relazione di Lacorazza. Ma Gianni Rosa nel suo intervento ha detto altro, ha in pratica dichiarato quale sarà la posizione dell’ala destra della Basilicata sulla questione energetica.

«Non possiamo abdicare le competenze regionali in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia. Non possiamo accettare di essere espropriati della possibilità di concorrere alle decisioni su quanto, come e dove trivellare nel nostro territorio. Non possiamo far mettere le mani sul petrolio a chi ci vede solo come un serbatoio da prosciugare, a chi vuole scaricare sulla nostra terra solo il rischio di un danno ambientale irreversibile».

La sessione del Consiglio è rinviata all’8 aprile, giorno in cui probabilmente si discuterà quasi ed esclusivamente di petrolio, ma intanto ci si arriverà con una mozione firmata proprio dal consigliere di Fratelli d’Italia. Ed è una mozione che tenta di imporre un impegno a Giunta e il Presidente. 

«Che s’impegnino - ha detto Rosa - a esprimere e sostenere in tutte le opportune sedi di confronto istituzionale le ragioni della Basilicata, al fine di garantire che la prossima riforma dell’assetto istituzionale comprenda anche le nostre istanze regionali». Adesso tocca alla maggioranza con il rischio di una nuova spaccatura tra i favorevoli e i contrari alla riforma dell’articolo costituzionale. È indubbio che oggi, dopo decenni di sfruttamento petrolifero, la Basilicata si gioca tutto su questo punto.

v.panettieri@luedi.it

 

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