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Le primarie, i minori e i veleni
A Potenza centrosinistra spaccato

Basilicata

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POTENZA - Rocco Rosa. Luigi De Fino. Maria Luisa Cantisani. Alessandro Singetta. Lorenzo Pace. Donato Cutro. Per loro non solo le Primarie del centrosinistra sono un “diritto” ormai acquisito ma le propongono pure come un toccasana  contro «l’arroganza del Pd».

Esiste un centrosinistra oltre il Pd. Oltre Centro democratico e i Popolari uniti. Oltre la Sel. E visto che non c’erano al tavolo ieri mattina (a meno di cambi in corsa) anche oltre il Psi e Scelta civica. Insomma un centrosinistra a Potenza che vuol superare gli «steccati» e le «imposizioni» del Pd. Ma si può parlare ancora di centrosinistra? Secondo i protagonisti che hanno dato vita alla conferenza di ieri mattina senz’altro. Perchè il problema non sono loro «ma il Pd dei veti», «dei calcoli». A dirla tutta, infatti, sempre secondo i dirigenti di Idv, Verdi, di Realtà Italia e di alcune liste civiche e nuovi soggetti politici tra cui “Reti civiche”, “Movimento Nuova Repubblica” “Noi cittadini”, “Associazione dei socialisti e riformisti”  e “Potenza condivisa” «sulla scelta di Luigi Petrone come candidato sindaco, il Pd di Potenza ha fatto prevalere il criterio della nominà rispetto a quella dell’indicazione».

C’è un effetto pratico di questa presa di posizione politica. Anche senza il Pd e gli altri partiti loro faranno le Primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco. E la data scelta, il 13 aprile, non è casuale. In quello stesso giorno il Partito democratico di Basilicata, svolgerà le proprie primarie per la scelta del nuovo candidato segretario regionale in tutti e 131 comuni lucani. Potenza città compresa oviamente. Insomma i potentini si troveranno a dover scegliere non solo tra chi candidare a sindaco e chi eleggere segretario del Pd ma anche a quale gazebo andare.

Ma a quelle per il candidato sindaco dei minori non si pagherà nessun contributo. E di questo il Comitato organizzativo di “Potenza alle primarie” ne ha fatto anche una sorta di vanto (o di voluta distinzione) durante la conferenza di ieri: «La partecipazione non prevede il pagamento di alcun contributo». Per il resto ieri è stato ribadito: «La scelta del Pd di non fare le primarie è semplicemente un errore, ma un errore di notevole portata, i cui effetti rischiano di riverberarsi su tutta la coalizione: tutto ciò è stato fatto presente in più riunione e da più parti, ma è prevalsa la logica del prendere o lasciare».

Sul candidato alternativo a Petrone del Pd non è stata fatta menzione. Anche se Roberto Falotico di fatto lo è già. I promotori delle primarie però hanno ribadito che «ci saranno altri candidati in campo e tutti autorevoli».

s.santoro@luedi.it

 

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