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Segreteria Pd
Intervista a Francesco Mitidieri

Basilicata

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POTENZA - E’ stato l’ultimo dei renziani ad annunciare il proprio ritiro dalla competizione congressuale del Pd di Basilicata a favore di Luca Braia. Francesco Mitidieri (renziano della prima ora come lui stesso si autodefinisce) dopo aver letto del passo indietro di Mario Polese e poi Salvatore Margiotta prima si è preso 24 ore, poi ha voluto parlare con lo stesso Braia e infine ha annunciato la propria decisione.

Non è stata una scelta semplice per Mitidieri. Ma di fatto con questa decisione il Pd di Basilicata ha ottenuto una importante semplificazione del congresso regionale: con tre candidati non si devono più svolgere le convenzioni comunali che rappresentavano un elemento complicato da svolgere in tempi utili.

Come mai ha deciso di candidarsi prima di decidere di ritirarsi? 

«L’esperienza renziana della prima ora è una esperienza a sè. Che prescinde dalle nuove alleanze e dagli ingressi dei vari Margiotta, Braia e Pittella. Noi per questo abbiamo rivendicato autonomia rispetto a loro. E quindi non vogliamo essere considerati oggi come un’appendice. Noi non abbiamo mai demonizzato il loro ingresso ma non vogliamo nemmeno svolgere un ruolo subordinato. Abbiamo accolto felicemente questi nuovi alleati che sono venuti sulle nostre posizioni».

E in tutto questo poi cosa è successo?

«Nel coordinamento che abbiamo svolto il punto era capire come riuscire a salvaguardare e tutelare le battaglie che in maniera autonoma avevamo fatto per Matteo Renzi quando eravamo soli. Su questa necessità politica è nata la mia candidatura all’inizio».

Poi però ha prevalso la voglia di stare uniti. Come mai?

«Di fronte a un quadro politico che si è notevolmente complicato con le 4 candidature renziane si è posta la necessità di trovare una sintesi. Noi come condizione imprenscindibile per arrivare alla sintesi abbiamo posto il tema della valorizzazione dei renziani della prima ora negli assetti complessivi del futuro Pd regionale. Abbiamo cioè chiesto quale sarebbe stato il nostro ruolo dopo  il congresso anche rispetto agli appuntamenti successivi. Qualcuno ha strumentalizzato la nostra posizione. Ma nel momento in cui Luca Braia ha dimostrato con i fatti di aver raccolto questa nostra istanza non abbiamo avuto difficoltà a spostarci su di lui. Devo dire che lui è stato l’unico che quotidianamente ha dimostrato di voler trovare una sintesi e che ci ha dato delle risposte concrete».

Ma che congresso sarà ora?

«Innanzitutto vero. E bisogna dar atto ai renziani della prima ora e a Luca Braia di aver dimostrato senso di responsabilità. Per il resto credo sarà un congresso molto duro».

Ma il congresso poteva o doveva essere rinviato?

«Per come era il quadro politico iniziale doveva essere rinviato. Con sei candidati a prescindere da chi avrebbe vinto ci sarebbe stato un Pd di Basilicata a brandelli. Oggi invece, con questa operazione di semplificazione e unità che abbiamo compiuto il congresso può essere svolto senza drammi».

Braia è favorito a questo punto?

«Io penso proprio di sì. Trovo la sua una candidatura fresca che ha come prerogativa la voglia di cambiare questo partito e di abbandonare i vecchi schemi».

sal.san.

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