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Scopelliti: «Per la Regione non si voterà a giugno»
Bilancio, fondi Ue, statuto: l'agenda fino alle urne

Calabria

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CATANZARO - «Non si voterà a giugno, non c'è dubbio». Giuseppe Scopelliti ostenta sicurezza dopo le annunciate dimissioni in seguito alla condanna a 6 anni e all'interdizione perpetua che il tribunale di Reggio Calabria gli ha inflitto per il caso Fallara. E il governatore lancia una frecciata al segretario Pd Ernesto Magorno che ha individuato nell'inizio dell'estate la scadenza per le urne: «Fa solo demagogia», ha detto il presidente della Regione, a margine della conferenza stampa tenuta a Catanzaro sulla sanità (LEGGI).

Nei giorni scorsi, il presidente del consiglio regionale Franco Talarico aveva sottolineato che prima di ritornare al voto la Regione Calabria non può sottrarsi ad alcune incombenze di natura amministrativa e legislativa.

La giunta e l’Ufficio di presidenza del consiglio regionale hanno fissato le priorità che dovranno trovare assolutamente risposte in poco più di due mesi. In primo piano nell’agenda dell'esecutivo, la cui permanenza in vita è legata al congelamento delle dimissioni da parte del suo presidente, c’è l’assestamento del bilancio di previsione per l’anno in corso. L’impegno è tutto indirizzato nella ricerca, fra le pieghe dei conti regionali, di una dote finanziaria di oltre 80 milioni di euro per coprire le scadenze, in particolare il pagamento degli stipendi alle migliaia di operai forestali che operano in Calabria, e dare ossigeno alle tante emergenze presenti sul territorio. 

Un altro tema caldo, poi, è quello della programmazione dei fondi comunitari per i prossimi sette anni. La Calabria, regione ancora Obiettivo 1, deve stabilire come saranno spese le ingenti rimesse in arrivo dalla Commissione europea per le annualità che vanno dal 2014 al 2020.

Palazzo Campanella, poi, dovrà ratificare in seconda lettura la modifica dello Statuto con la quale è stato portato a 30 il numero dei consiglieri regionali, fissati a sei i posti in giunta e reintrodotta nella normativa regionale la figura del consigliere “supplente” e promuovere la nuova legge elettorale. Il primo passaggio ha scadenze già scritte. La proposta di legge approvata il 31 marzo, deve tornare in consiglio entro due mesi. Mentre sulle nuove norme per il voto in Calabria lunedì 14 aprile i capigruppo si ritroveranno a Reggio Calabria, all’interno dell’aula per le commissioni, e avvieranno il confronto sul testo di legge. Tutto, comunque, dovrebbe arrivare in aula a fine maggio, al massimo nei primi giorni di giugno e, subito dopo, la palla passerà al Prefetto di Catanzaro che sarà chiamato ad indire i comizi elettorali ed anche in questo caso i tempi saranno contingentati e stabiliti per legge: la Calabria potrebbe tornare al voto in un arco di tempo che va dai 45 a massimo 90 giorni. E la sessione autunnale, al momento, pare essere la più accreditata.

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