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L'ammutinamento funziona
Rinviato il congresso del Pd

Basilicata

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POTENZA - Ha vinto il rinvio. Ha perso Braia. Ha vinto la richiesta dei circoli comunali del Partito democratico (102 secondo le ultime fonti) contro chi a Roma fino a ieri aveva respinto la voglia della grandissima parte del Pd lucano di svolgere il congresso dopo le difficili consultazioni elettorali di fine maggio (comunali più europee). Ha perso chi già girava i comuni e le piazze in vista del congresso che si sarebbe dovuto svolgere tra 5 giorni.

La lista di chi vince e chi perde potrebbe continuare. Sta di fatto che ieri dal Pd è stata diffusa una scarnissima nota ufficiale in cui legge che il congresso per l’elezione del segretario regionale è stato rinviato «ad una data successiva a quella delle celebrazione delle elezioni europee ed amministrative».

In pratica non prima della metà di giugno. Le comunali e le europee si svolgono il prossimo 25 maggio. Se a Potenza per l’elezione del sindaco si dovesse rendere necessario il secondo turno e cioè il ballottaggio il tutto verrebbe traslato di altre due settimane. Insomma sarà un congresso estivo.

E al netto delle valutazioni di merito, è chiaro che allora tutto sarà diverso. Rimangono in campo i tre candidati segretari. E cioè Antonio Luongo, Dino Paradiso e Luca Braia. Ma la situazione politica sarà profondamente diversa da quella attuale. E visto il caos che pure c’è stato nelle ultime settimane azzardare che anche a giugno rimarranno congelate le candidature  dei tre candidati è un’impresa non semplice.

Il mondo politico lucano (e gli attuali equilibri) rischia di essere profondamente diverso. Il governo regionale avrà superato la fase iniziale. Ci sarà un nuovo sindaco a Potenza. E soprattutto Gianni Pittella si sarà misurato con l’elettorato per la riconferma ai massimi livelli del parlamento europeo.

Insomma non sarà un cantiere in divenire ma molte tessere saranno state messe al loro posto. E in tale logica (considerando tutte le incertezze di una competizione elettorale) chissà con quale spirito il Pd si muoverà a congresso. Questo per il quadro. Per la cronaca è evidente che la notizia del rinvio era nell’aria. La richiesta dei circoli con la minaccia di far trovare le sezioni sbarrate domenica prossima è stata determinante. Ma è ovvio che non c’erano solo motivazioni tecniche a organizzative. Tutt’altro. Il Pd lucano ha dimostrato più e più volte di essere una macchina da guerra a livello organizzativo. D’un tratto sono diventati tutti lenti e pigri?

Ci creda chi vuole. La verità è che questo congresso rischiava di far saltare il banco una volta per tutte. Dei tre candidati segretari è evidente che solo Luca Braia era quello lanciato. Il civatiano Dino Paradiso non aveva fatto mistero di volere il rinvio per il mancato dibattito pre congressuale. Antonio Luongo non si è mai espresso ma è evidente che i suoi non facevano salti di gioia nel dover affrontare una competizione congressuale mai così a rischio per la tradizionale maggioranza del partito.

Il rinvio oltretutto era stato richiesto già più volte. L’ultima volta c’era stato lo schiaffio di Lotti che a nome di Renzi aveva negato il rinvio con parole poche lusinghiere nei confronti del Pd lucano qualora non avesse svolto l’appuntamento congressuale.

Ma i democratici di Basilicata evidentemente non si sono arresi e hanno trovato altre strade. Alla fine si può dire: rinvio doveva essere e rinvio è stato. Tutto quello che è accaduto nelle scorse settimane rimarrà alle cronache. Ma non serve più. Oggi il Pd dei Pittella, di Folino, di Lacorazza, di Bubbico, di Antezza, di Margiotta, di De Filippo può tornare a concentrasri sulle alchimie per vincere le amministrative con gli immancabili dispetti tra correnti. Poi solo poi, sarà congresso. Per buona pace di Braia, Antezza e Margiotta che dovranno rivedere qualche piano.

s.santoro@luedi.it

 

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