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Vademecum per la firma digitale
Una penna usb per abbattere la burocrazia

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 48 secondi

 

POTENZA – Un documento di identità e il codice fiscale. Non serve nient'altro per ottenere il famoso “token” per la firma digitale. Alla fine dietro una parola che può risultare ostica per qualcuno c'è una semplice pennetta usb con il logo della Regione Basilicata. In questa penna, c'è tutto quello che serve per conservare la nostra identità anche sulla rete. Una piccola scheda sim che contiene i nostri dati, unica e virtualmente non replicabile, e un piccolo dispositivo di memoria che al suo interno contiene anche programmi utili in caso si utilizzino computer senza alcune applicazioni fondamentali. Semplicemente ci sta un programma per editare testi in word, un browser per la navigazione, un client di posta elettronica e uno di scambio di dati su server. A chiudere il cerchio c'è un programma per compattare e scompattare i file. Tutto open source, gratuito e stabile. Ma in questa piccola pennetta, che ricordiamolo è meglio non perdere perché contiene i nostri dati personali, è, in fondo, quasi un bancomat. Solo che al posto dei soldi al suo interno è registrata la nostra identità digitale. In effetti potrebbe sembrare uno strumento senza una utilità pratica, ma se si ci pensa meglio il futuro andrà tutto questa direzione. Tant'è che la Regione qualche servizio l'ha già messo in cantiere. A molti bandi regionali non si può partecipare senza firma digitale, così come si potrebbe accedere al catasto regionale con un semplice click e un accesso alla rete. Ma il progetto, in un futuro che speriamo non tanto lontano, si potrà accedere al fascicolo sanitario elettronico, dove saranno registrati tutti i nostri dati sullo stato di salute. Utile non solo a noi cittadini, ma anche ai medici che potranno scambiarsi dati ad una velocità disarmante.

Insomma, dite addio alla cara vecchia carta, ai moduli da compilare, alle carte da firmare a penna. Basterà possedere questa pennetta, inserire un codice pin che in sostanza “firma” indelebilmente il documento ed inviare tutto via mail. Qualcosa che sembra un “giocattolo” potrebbe soppiantare l'intera burocrazia regionale e, quindi, alleggerire anche i costi del sistema, che è gestito da soldi pubblici, ovvero della collettività. Dunque la penna viene consegnata con due schede, la prima da inserire nel dispositivo e la seconda che contiene il pin (come una qualsiasi sim telefonica) e un altro codice per l'accesso al Cns, ovvero la carta nazionale dei servizi. Anche in questo caso le sigle contano poco ma valgono molto. Cns significa per esempio poter accedere direttamente al sito dell'Inps con la nostra identità, sbrigare le pratiche, pagare online, senza muoverci direttamente agli sportelli. E nei servizi già in funzione sul sito specifico della Regione, ibasilicata.it, c'è anche una funzione che “salverà” non poche persone. Il servizio che “allerta” quando ci sta per scadere il bollo auto, vero spauracchio per ogni automobilista.

Non si tratta di una fase embrionale, ma siamo ancora all'alba. Solo l'idea di poter inviare documentazioni evitando il classico via vai dovrebbe essere un incentivo. Ma c'è da fare attenzione ad un paio di cose: un documento, una volta firmato digitalmente, non può essere più modificato. Non si potrà quindi mettere mano su quel file, né tantomeno tornare indietro. Un altro aspetto invece riguarda alcune funzioni che sono state già messe in campo da alcuni enti regionali, come per esempio Acquedotto Lucano, per il disbrigo di pratiche contrattuali. In quel caso servirà anche la Posta Elettronica Certificata, ovvero un account di posta costruito ad hoc dai server della Regione. Firma digitale e Pec sono due cose differenti e hanno due procedimenti separati per farne richiesta.

Noi ieri pomeriggio abbiamo seguito l'intero iter per ottenere una pennza usb e contestualmente un account di Pec. E non c'è nulla di più facile. Basta spendere pochi minuti negli sportelli dedicati (un al piano terra ed uno al quinto) e attendere tutte le procedure per la consegna. Ovviamente i tecnici sono lì anche per risolvere i problemi e rispondere alle domande, senza contare che almeno un primo breve “tour” per capire come funziona il tutto è d'obbligo.

Ma come si usa? Per firmare basta trascinare il documento su una barra che comparirà sullo  schermo del pc una volta inserita la penna. Nulla di troppo complicato, per una Regione che viaggia verso la nuova era del digitale.

v.panettieri@luedi.it

 

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