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Se governare la città
tocca (anche) ai giovani

Basilicata

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POTENZA - È passato così tanto tempo da quando il consiglio comunale ha approvato la nascita del Forum dei Giovani della città di Potenza, che le cose sono un po’ cambiate. Qualcuno degli iscritti è fatto grande, qualche altro è andato via. Però altri magari se ne aggiungeranno. «Speriamo in tanti». Le iscrizioni sono già aperte, basta andare sul sito del Comune nella sezione giovani e avere tra i 15 e i 25 anni. Il Forum dei giovani è uno strumento di partecipazione che vuole promuovere il protagonismo dei giovani nella vita politica locale. Aggrega singoli, rappresentanti di associazioni, rappresentanti degli studenti.  Lo strumento dovrebbe soprattutto mettere in condizioni i giovani della città di incidere sulle politiche che poi l’amministrazione pensa per quella generazione. Proposte, dibattito, sollecitazioni. Il punto però è quanto questa comunità di ragazzi - diversi per storia, idee, percorsi culturali - dovrà essere messa in condizione di lavorare. Tutti volontari e volenterosi, ma ancora non c’è una sede (seppur prevista dalla norma comunale) e con un budget per iniziative ipotizzato in un paio di migliaia di euro. «È vero, i tempi sono stati lunghi, ma su questo tema abbiamo lavorato parecchio, risposto a mille sollecitazioni e rivisto regolamenti e statuto diverse volte», racconta Emiddio Fiore, assessore alle politiche giovanili. Ora spetta all’amministrazione che verrà decidere come valorizzare impegno e ruolo di questi ragazzi (iscritti al forum poco meno di duecento, una quindicina nel nucleo).

Loro, i ragazzi, hanno cominciato a organizzarsi, divisi per tematiche e in commissioni, pronti a studiare, monitorare, provare ad affrontare alcune problematiche importanti per il capoluogo, dall’inquinamento nella zona industriale, al centro storico, alla relazione tra università e città, fino all’utilizzo dei fondi europei.

«È una scommessa importante, è un’esperienza con cui proviamo tutti quanti a coinvolgere altri giovani nell’attenzione alla città. È un percorso che ci impegna sul fronte di quello che è un bene comune, la nostra città, lo spazio che di qui a qhalche anno la nostra generazione dovrà prendere in mano», spiega raffaele la regina, classe ’93, presidente del Forum.

A poco più di un mese dall’istituzione dell’organismo sanno bene che la vera sfida sarà dare concretezza al tentativo di costruire proposte. «certo, non è facile mediare, trovare punti di incontro, fare sintesi», fa eco Carlo Restaino, vicepresidente del Forum. ma spiegano di avere messo anche questo nell’elenco delle cose da dimostrare: la possibilità che culture diverse possano convivere e arrivare a un punto di soluzione, che il dialogo - di cui la politica ufficiale è spesso incapace per toni e temi - è possibile. E magari su alcuni temi si può persino fare sintesi. «In fondo, spiegano, l’idea è prendersi cura della propria città.

s.lorusso@luedi.it

 

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