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Regione, Scopelliti potrebbe restare in carica
M5S a Napolitano: «Perché Alfano non firma?»

Calabria

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CATANZARO – Lunedì conosceremo il timing della conferenza dei capigruppo sulla crisi aperta alla Regione. Una crisi dovuta alle annunciate dimissioni del presidente Scopelliti dopo la condanna per il cosiddetto “caso Fallara”. Da una parte Scopelliti chiede di fissare il consiglio regionale per protocollare le dimissioni, dall'altra il presidente dell'Assemblea, Franco Talarico, frena facendosi interprete degli umori della maggioranza che non intende andare a casa prima del tempo. In gioco non c'è solo la perdità anticipata dell'indennità, ma la consapevolezza che i tempi non maturi per presentarsi agli elettori con i compiti fatti. Molti dipartimenti sono in ritardo rispetto ai programmi, troppi cantieri non sono partiti, fondi comunitari fermi al palo e la nuova cittadella regionale che doveva essere il fiore all'occhiello di questa legislatura probabilmente non pronta per l'autunno. 

Scopelliti, però, ha poco tempo e non intende incappare nella sospensione e vuole uscire di scena prima. Ieri i circoli calabresi del M5s hanno scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere che venga applicata subito la Severino evidenziando che il ministro dell'interno Angelino Alfano ancora non ha firmato il provvedimento «poiché egli – scrivono - vuole far dimettere lo stesso Scopelliti e candidarlo alle elezioni europee». 

La necessità di Scopelliti di dimettersi prima della notifica della sospensione apre anche un altro scenario (tutto da verificare sul piano giuridico costituzionale). Circola alla Regione un parere giuridico in cui si sostiene che la “Severino” non può essere notificata ad una persona che non è più consigliere regionale o presidente di Regione e per questo la giunta, compreso il presidente (Scopelliti), rimarrebbe in carica fino a nuove elezioni. Inoltre, con le dimissioni anche la composizione della giunta sarebbe congelata, mentre in caso di sospensiva i partiti potrebbero chiedere a Scopelliti una rimodulazione della giunta per preparare le elezioni e la nuova maggioranza. Il nodo delle dimissioni di Scopelliti, come è facilmente intuibile, è anche politico, la maggioranza è a rischio implosione, il Ncd rischia di non essere più centrale nel centrodestra e dentro Forza Italia si è già aperta la discussioni su chi potrebbe assumere la leadership. In cima alla lista c'è la coordinatrice regionale Jole Santelli e solo in seconda battuta il deputato lametino Pino Galati. La partita è aperta e c’è anche chi immagina Scopelliti ricandidato.

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