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Giuzio esce allo scoperto
e spacca il Pd sulle primarie

Basilicata

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POTENZA - Giuzio prende le distanze da Petrone e sceglie le primarie di Falotico. Una scelta di campo che crea una frattura. Ma Pel pd lucano di questi tempi è il minimo che possa accadere. Che ci siano “fibrillazioni” democratiche è un dato di fatto. Che il rinvio del congresso regionale a data da destinarsi dopo le elezioni amministrative ed europeo sia arrivato proprio per evitare ulteriori implosioni è noto. Ma gli scontri interni sono in piena evoluzione.

In questa logica era impensabile che la corsa all’elezione del sindaco di Potenza non scatenasse reazioni e motivi di polemiche. Immancabili. E così quasi atteso è arrivato il primo scossone.

Il consigliere regionale Vito Giuzio (eletto nel listino del Pd) dell’area politica di Maria Antezza e Luca Braia ha rotto gli indugi ieri con una nota in cui dichiara: «Domenica 13 aprile le forze di centrosinistra organizzano le primarie aperte per il candidato sindaco della città di Potenza, “Potenza alle Primarie”». Nulla di clamoroso, se non fosse che alcune ore nella presentazione del candidato sindaco voluto dal Pd, Luigi Petrone, il segretario cittadino democratico, Iudicello aveva detto che tutti (compresi i consiglieri regionali del Partito democratico) sostenevano il candidato, Petrone. Senza contare che sempre nella stessa conferenza, il discorso sulle primarie “degli altri” era stato archiviato con un perentorio: «Il centrosinistra è questo».

Ma non per Giuzio evidentemente che ha chiarito: «Credo fortemente nello strumento delle primarie aperte come forma di partecipazione democratica e popolare attraverso cui i cittadini possono scegliere il proprio candidato, è una scelta sancita nello Statuto del Pd, ed è per questo che andrò anche io a votare. “Potenza alle Primarie” vede in campo forze democratiche e riformiste, partiti e movimenti di centro sinistra che, negli ultimi anni, hanno contribuito al governo della Regione e degli enti locali e che hanno sempre professato la forza delle decisioni partecipate e condivise, che hanno trovato piena realizzazione nello strumento delle primarie per la scelta del Presidente della Regione Basilicata. Sono forze, partiti e movimenti che, alle elezioni Regionali, come parte integrante della coalizione di centrosinistra, hanno efficacemente contribuito all'elezione del presidente Pittella e del listino collegato, in cui io ero candidato».

Giuzio quindi tira dentro il discorso anche il governatore: «Ho sempre sostenuto, insieme al Presidente Pittella, la necessità che anche il Pd condividesse con tutti gli alleati del centrosinistra lo strumento delle primarie per le elezioni del sindaco di Potenza e proponesse il proprio candidato per poter meglio presentare progetti e programmi per la città e porsi in maniera attenta in ascolto dei problemi e delle proposte di tutti gli elettori del centrosinistra. Da iscritto al Pd e soprattutto da consigliere regionale di tutto il centrosinistra, eletto con il contributo di tutte le liste e dei molti elettori che si sono sentiti rappresentati in quella coalizione allargata, ritengo doveroso e rispettoso della pluralità che ci contraddistingue, andare a votare domenica 13 aprile per contribuire alla scelta del candidato delle forze del centrosinistra che, accanto al candidato scelto dal Pd, concorrerà per la carica di sindaco di questa città».

Da qui le critiche conclusive  di Giuzio: «Decidendo di non parteciparvi,  il Pd cittadino ha perso una grande occasione per coinvolgere i propri iscritti e militanti sul futuro possibile di Potenza e per proporre a tutti i cittadini il proprio progetto per la città capoluogo».

sal.san.

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