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La compensazione ambientale
punto cardine della legge 40

Basilicata

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VAL D’AGRI –  Le royalties del petrolio non possono essere spalmate su tutto il territorio regionale. 

La Regione Basilicata con la legge n.40 del 1995 ha individuato il comprensorio interessato allo sviluppo delle estrazioni petrolifere e dall’incremento industriale che può scaturire dall’uso delle royalties. Uso, il cui principio è “compensazione ambientale” a quei territori  dove c’è un danno al territorio e alle persone.

 A parlare della legge 40, nonché fautore e relatore a quei tempi, l’ex senatore del Pd, Romualdo Coviello , oggi delegato anche dei dieci comuni dell’Alta Val d’Agri, per l’accordo sul gas. “Per affidare le royalties  alle Regioni – spiega Coviello -  poichè lo Stato le aveva abolite, facemmo una legge nazionale che regolava la restituzione alle Regioni».

«La legge indicò come utilizzo di queste fiscalità: la compensazione ambientale. In termine giuridico, significa che siccome un territorio viene in qualche modo manomesso per estrarre il petrolio e può produrre sia nella fase di ricerca che di estrazione e lavorazione, un danno all’ambiente e alle persone, lo Stato dà alle Regioni, le cosiddette compensazioni. La Regione, di fatto, ebbe il compito di individuare il territorio che doveva essere  soggetto alle compensazioni ambientale. Quindi  fece questa legge, indicando quaranta comuni che dovevano formare, il centro della compensazione ambientale. Ma non solo, la legge utilizzava queste cose per attivare i processi produttivi, non per uso sociale, ma per sollecitare il territorio all’attività produttiva. In qualche modo dare impulso alla Regione nell’attivazione di processi di sviluppo economico».

Per Coviello, quello che sta facendo oggi la Regione è illegittimo. «Noi facciamo ricorso – ha aggiunto -  sull’inapplicabilità della legge e la non podestà della Regione a regolamentare questa materia. Perché le royalties vengono date come compensazione ambientale, dove c’è un danno che si crea agli uomini e al territorio e per fare sviluppo economico. Quindi non possono essere destinate a tutta la Regione, ma deve delimitare il territorio, come è stata fatta con la legge regionale n.40. La competenza delle Regione, è incostituzionale».

«Inoltre negli ultimi tre anni - conclude Coviello - la Regione non ha ripartito tra i comuni le risorse finanziarie. Facciamo un indirizzo politico al presidente della giunta regionale e del consiglio per evitare che quest’approvazione vada avanti,  altrimenti si fa ricorso al governo nazionale. Non si può fare una norma di questo tipo senza rispettare la legge».

 an. pe.

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