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La politica come professione
Consiglieri da quanti anni? Problema riconferme

Basilicata

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POTENZA - Potremmo chiamarli professionisti della politica se non fosse che nella vita fanno tutt’altro. Eppure da circa un ventennio sono una presenza quasi fissa nei diversi consigli comunali che si sono succeduti nella storia della città di Potenza. I partiti di riferimento magari sono cambiati, ma le persone restano.

Nell’attuale consiglio comunale - che ormai ha vita breve - c’è chi ha dei personali record: Angelo Rocco Laieta, per esempio. La prima volta che è entrato in consiglio comunale era sindaco di Potenza Gaetano Fierro: era il maggio del 1985 e da allora ha perso una sola legislatura, quella guidata da Domenico Potenza. Nasce socialdemocratico, poi lo Sdi, segue la Margherita e oggi nei è nei Dec (Democratici e Cattolici). Ma la politica è solo una parte, perchè nella vita Laieta è medico all’ospedale San Carlo di Potenza (Psichiatria clinica), insegna all’Università Cattolica. Come conciliare tutte queste cose? «La politica è una passione - dice - e io l’ho sempre avuta. E poi il popolo mi ha sempre eletto». E non è finita, perchè Laieta punta anche al prossimo consiglio: «Mi hanno costretto, quest’anno volevo evitare, ma mi hanno chiesto un altro sacrificio, poi credo mi fermerò. Io credo che in consiglio serva un mix tra giovani e vecchi della politica, è giusto che loro facciano esperienza, ma noi ormai conosciamo bene i meccanismi, possiamo preparare i giovani a questa esperienza».

Ma è il 1995 - sindaco del capoluogo è Domenico Potenza - l’anno in cui arrivano in consiglio comunale molti dei nomi che troviamo tuttora: il 23 aprile entrano in aula Giuseppe Messina (oggi assessore all’Istruzione) Giuseppe Ginefra (assessore allo Sport), Filippo Gesualdi, Felice Scarano, Nicola Lovallo, Donato Coviello, Pietro Campagna, Antonino Imbesi.

Presenze che sono ormai fisse da 20 anni, visto che li ritroviamo anche nel consiglio del 1999 (sindaco è Gaetano Fierro), anno in cui c’è l’ingresso anche di Antonio Pesarini, Federico Pace, Angelo Raffaele Rinaldi, Fernando Picerno e Michele Napoli. Nel 2004 inizia l’era Santarsiero e questi nomi ci accompagnano in maniera ininterrotta da dieci anni.

«E’ chiaro - spiega Giuseppe Ginefra, assessore allo Sport - che noi che abbiamo già fatto politica e che magari abbiamo ricoperto anche ruoli decisionali partiamo avvantagiati. In questi anni abbiamo intavolato rapporti, creato nuovi legami. Però le elezioni sono sempre un terno a lotto, può darsi che la gente si stanchi. Mio padre diceva sempre che quando sembra sia arrivato il momento di sederti è proprio allora che devi cominciare a correre. E quest’anno con i circa 800 candidati che si presenteranno la frammentazione e i rischi sono certamente più elevati. Anche se di solito la frammentazione indebolisce di più quelli che sono alla prima esperienza».

Ginefra nel 2005 conquistò 560 voti («fui il più votato»), nel 2009 ne prese 441. «Tutto senza nessun aiuto dal partito, io ho un mio bacino di amici. E loro sanno che io continuo a fare politica per passione, perchè sono un passionale. E perchè mi piace mettermi a servizio dei cittadini». Un fatto è chiaro: entrare in consiglio ex novo è molto difficile e, del resto, neppure conviene ai partiti più grandi proporre novità. I “vecchi” portano voti, hanno un bacino di riferimento che costituisce una certezza irrinunciabile. Come coniugare allora l’idea di rinnovamento con quei voti necessari per continuare a governare? Sembra sempre più evidente che tutte queste “rivoluzioni” serviranno solo a lasciare tutto inalterato.

a.giacummo@luedi.it

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