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Prove tecniche di comunali
Un accenno di larghe intese

Basilicata

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MATERA - Manca un anno alle Comunali di Matera del 2015 ma più di qualcosa si muove. Ed allora non può passare inosservato un convegno che mette insieme una varietà di posizioni e di idee. Un convegno che riunisce, come vecchi amici dopo mille polemiche, Di Lorenzo e Buccico, Tosto e lo stesso ex sindaco. Un appuntamento come quello di Matera Si Muove che è andato in una direzione precisa, la stessa indicata dal presidente della Regione Pittella ma non quella dell’attuale sindaco Adduce.

Una sensazione che è stata evidentemete anche quella di Adduce che ieri in tarda mattinata ha commentato in un tweet: «Il convegno di #matera sulle #macroregioni discute quasi solo di Matera: avete già aperto la campagna elettorale 2015?».

Le valutazioni politiche ovviamente non si possono trarre ora,  ma certo i segnali sono tangibili. Al convegno c’era un’area, vicina al presidente della Regione ed al candidato alla segreteria Luca Braia, ben precisa del Partito Democratico. Con la voglia di ascoltare, di aprirsi ma con una precisa identità politica. Non un caso probabilmente. Così come ieri è risaltata, ancor più di due settimane fa, l’assenza di Pittella invece ad identico appuntamento sulle macroregioni organizzato dal Partito Democratico e dal capogruppo in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli. Lì c’era tutto il gruppo del Pd, c’era il presidente del Consiglio Lacorazza, c’era il sottosegretario alla Salute e segretario del partito De Filippo e mancava solo (si fa per dire) Pittella che ha ammesso candidamente mercoledì: «Il dovere mi obbliga a discutere con tutti al di là dell’appartenza e questo serve a migliorare il confronto».

Di certo però,  al momento,  anche sui contenuti, sul concetto di macroregioni e sulla prospettiva da seguire le strade non sembrano totalmente coincidenti.

E ciò che colpisce maggiormente è che Pittella riceva molti più applausi, complimenti, condivisioni in una platea che dovrebbe essere sostanzialmente ostile o comunque meno predisposta e non all’interno del suo stesso partito. Un partito che non vuole ragionare per macroregioni, sulle modifiche al titolo quinto, sull’abolizione del Senato. Fa fatica ad accettarlo e lo ha detto anche in modo palese.

Quello che Pittella aveva definito «Un fortissimo rigurgito sulle riforme istituzionali». E che calza a pennello a parte del Pd.

Ed allora fa specie vedere che il presidente della Giunta è quasi più a suo agio con Matera Si Muove che non con il Pd. E incassa senza battere ciglio le critiche che pure piovono, senza ombra di dubbio, nei confronti del primo cittadino Salvatore Adduce.

La prospettiva su cui Matera lavorerà è quella delle Comunali 2015 e il convegno di Matera Si Muove mostra una prima possibile convergenza. Molti restano gli ostacoli e le discussioni da affrontare, in primis all’interno dello stesso Partito Democratico. Ma di certo “qualcosa si muove” in direzioni diverse ed anche il Pd materano, quello istituzionale che si è ben guardato dal partecipare anche solo come uditore all’evento, deve iniziare a prenderne consapevolezza.

Oggi è ancora presto ma l’aria delle Comunali si sente, il tweet di Adduce lo dice a chiare lettere.

Del resto anche la cosiddetta, per ora fantomatica, giunta politica che Adduce potrebbe mettere in campo in questo finale della legislatura va evidentemente e solo in questa direzione. Così come in questa direzione vanno gli annunci del presidente della Provincia, Stella e del suo nuovo movimento di carattere nazionale.

La corsa ai posizionamenti è cominciata e se Matera riesce nuovamente a riaggregare forze diverse ma fondamentali come quelle che esprimono Buccico, Tosto, Di Lorenzo ed allora la prospettiva del 2015 diventa più incerta. Di ragionamenti e di politica al momento non si è ancora parlato nel dettaglio.

Ciò che però va segnalato è un dialogo, un’apertura di credito ed una distinzione evidente tra una parte di quella cosiddetta società civile che molto ha contato negli anni passati a Matera e le forze politiche tradizionali. Pittella si schiera nel mezzo e tende l’occhio più verso la prima. 

Impressioni che meritano anche smentite. Ma che restano.  Così come sembra che una parte del Pd che sta con Pittella oggi non stia con Adduce ma  contro.

E non parliamo solo di un problema interno al Pd, ma di un’area più vasta che ha mostrato in passato di poter ottenere consensi.

p.quarto@luedi.it

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