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Ecco redditi e beni dei parlamentari
che avevano negato l’ok alla messa on line

Basilicata

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NON avevano dato il proprio consenso alla pubblicazione dei dati on line, ma i loro redditi sono resi disponibili alla Camera e al Senato. Il più ricco in assoluto è lui: il senatore, ingegnere e docente universitario, Salvatore Margiotta. Con un reddito imponibile dichiarato per l’anno 2012 di 250.764 euro, il vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai si porta in testa alla classifica dei parlamentari lucani più benestanti. Anche grazie alla partecipazione, per il 33 per cento all’azienda di famiglia, la Mediterranea Progetti srl.

Come l’altro senatore Pd, Filippo Bubbico, oggi viceministro degli Interni, che oltre alla carica parlamentare detiene pure una quota della Valle Frida snc. Entrambi vantano numerose proprietà di immobili: tre case a Potenza e a una Roma per il primo; tre terreni e sei fabbricati (uno agricolo) per il secondo. Nonostante questo, però, il reddito dell’ex presidente della Regione - che a quanto pare predilige le auto Fiat, spostandosi in Bravo o in Sedici - nel 2012, si è fermato “solo” a 103.000 euro. Meno anche dell’ex sottosegretario del Pdl, Guido Viceconte,  che oltre a una reddito di oltre 140.000 euro, ha dichiarato la proprietà di terreno e di un casale. Si attesta, invece, a 130.000 euro Tito Di Maggio, eletto a Roma per la prima volta a febbraio del 2013, il cui reddito è quindi da attribuire alla sua attività di amministratore di ben tre aziende. Per lui, ben sette terreni e due fabbricati a Matera.

All’esatto opposto, invece, il senatore che arriva direttamente dalla Fiat di Melfi: poco più di 17.000 euro per l’operaio Barozzino che però è proprietario di due terreni e due abitazioni. 

Mediamente piu’ ridotti, invece, i redditi dei deputati. E, strano a dirsi, quello che se la passa peggio, stando al reddito dichiarato nel 2012 (il suo era già stato reso noto nei giorni scorsi), è il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza: “solo” poco meno di 36.000 euro fatturato, all’epoca, in qualità di segretario regionale. Che però si difende con la proprietà di due appartamenti e due locali. E che soprattutto è quello che tra i colleghi ha speso meno per la campagna elettorale che a febbraio dell’anno scorso l’ha portato prima alla Camera come deputato “semplice” e poi come presidente del gruppo: otto mila euro. Molto poco se lo si raffronta, invece, alla spesa della campagna del deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico. Il parlamentare di Nova Siri dichiara una reddito che sfiora i cento mila euro, proprietari di cinque fabbricati e quattro terreni. Fa poco meglio, invece, Maria Antezza, che supera di poco i 100.000 euro anche se nel periodo preso in considerazione non era deputata ma senatrice. Una delle poche donne del Partito democratico lucano con incarichi istituzionali, ha una vera passione per le macchine: una Mercedes, una Smart, una Mini e una Peugeot (di cui però è propietaria solo al 50 per cento). Per la sua ultima campagna elettorale di euro ne ha spesi 28.867. ei giorni scorsi, invece, erano già stati resi noti da questo giornale i redditi dei parlamentari lucani che avevano acconsentito alla pubblicazione on line dei dati.

m.labanca@luedi.it

 

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