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“Questa è la mia ricetta
Prima gli ultimi, poi seguirà la ripresa”

Basilicata

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POTENZA - Una Finanziaria che necessariamente sconta le difficoltà legate alla crisi economica e sociale degli ultimi anni. La prima della Giunta Pittella , «maturata dopo un periodo veramente difficile per la Basilicata». E che non poteva non portarne i segni.

Così, ieri, il governatore lucano in Consiglio - al termine dei lavori iniziati  il giorno prima  con la sua relazione sul documento economico  e che si chiuderanno oggi con il voto dei consiglieri -  risponde agli attacchi più duri rivolti in aula - in particolare dall’opposizione di Rosa (fdI), Napoli (Fi) e Perrini (M5S).

«Dai proclami si passa alla routine ed alla grigia gestione ordinaria. Tutto uguale, nulla cambia rispetto ai suoi predecessori. In pratica il mantenimento dello status quo, altro che rivoluzione», aveva affondato il consigliere Rosa, tra coloro che hanno preso la parola per il dibattito.

E il presidente nella sua replica ha risposto così: «Slogan a parte, occorreva pensare agli ultimi.   Io non me la sono sentito di lasciare a piedi lavoratori in mobilità in deroga, i beneficiari Copes o i precari. E anche l’aumento dell’addizionale Irpef per i redditi superiori, ha una valenza politica prima ancora che economica. So bene che la classe media il ceto medio è scivolato verso la quasi povertà. Ma è pur vero che le prime risposte andavano date prima di tutto ai più deboli». Insomma, una sorta di “Finanziaria” d’emergenza che però non manca di individuare e valorizzare attraverso gli investimenti in settori che potranno aprire i canali dell’occupazione, come le rinnovabili o l’edilizia scolastica». Insomma, Pittella dà una sorta di appuntamento a una seconda fase. «Già a dicembre, per la manovra di assestamento di bilancio, potremo valutare se saremo stati in grado di portare a casa qualche risultato di quelli indicati in questa. Certo dipende d’accelerata che sapremo  imprimere in questi mesi a quelle riforme che avviamo già avviato».

Un passaggio il presidente lo fa anche sul recente rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale a Fenice. «Cosa dovevamo fare? Abbiamo fatto quello che ci ha indicato il Tar. E ci siamo ripiegati su un’autorizzazione   che prevede severi vincoli e parametri che la società che gestisce il termoinceneritore con il coinvolgimento dei territori e dei sindacati. Il che è stato ben più complicato che andare a manifestare con gli striscioni per chiederne la chiusura».

I lavori del Consiglio riprenderanno oggi alle 13 con il voto alla Finanziaria.

m.labanca@luedi.it

 

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