Salta al contenuto principale

"Pd litigioso? Servono regole"
Parla il segretario cittadino del Pd

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 11 secondi

A marzo è stato eletto segretario cittadino del Partito democratico con 592 voti contro i 380 di Ernesto Bocchetta e gli 81 di Giuseppe Falcone. Di quel voto, ancora oggi, ci sono strascichi legati al ricorso presentato dal secondo candidato alla segreteria che aveva contestato l’assenza di alternanza di genere nella lista.  La conversazione con Cosimo Muscaridola comincia proprio da qui.  «Il nostro congresso si è svolto come tutti gli altri circoli, con grande partecipazione di iscritti, circa 1100. L’altra lista si arrampica sugli specchi, perchè dimentica che il regolamento regionale parla di parità di genere. Nella nostra lista c’erano 22 donne e nei 28 eletti nella direzione, la percentuale è del 50% di donne e altrettanto di uomini. Gli stessi che hanno presentato il ricorso, hanno invece approvato in commissione provinciale comuni in cui la parità di genere nè l’alternanza,  sono presenti: Pisticci, Grottole, Irsina, Salandra, Ferrandina».

Come spiega, invece, il caso-Matera? C’è qualcosa di personale?

«Questa città ha molta più politica. Alcuni dei Comuni che ho citato sono più renziani e la guerra nei miei confronti è stata fatta proprio da questa componenteRoma, intanto, non ha ancora deciso sul ricorso, la commissione provinciale e quella regionale lo hanno rigettato. Fino ad ora sono il segretario cittadino eletto, se si deciderà diversamente, mi adeguerò».

Nell’ultima seduta della direzione, lei ha avuto mandato di avviare una serie di consultazioni con gli altri partiti del centrosinistra in vista di un eventuale rimpasto in giunta. A che punto sono le cose?

«L’amministrazione Adduce ha lavorato bene. Dobbiamo però evitare di autoflagellarci. E’ il momento di  porre accanto al sindaco elementi di spinta maggiore, di coesione fra le forze politiche che hanno contribuito ad eleggerlo dal Psi, a Sel al Pd».

Quali saranno i parametri della nuova giunta?

«Dovrà ricomporre il quadro politico del centrosinistra, ricreare quella maggioranza. Credo che dopo Pasqua ne parleremo, in vista di un riassetto e salvaguardando le prerogative del sindaco».

Una giunta tecnica è esclusa?

«Cosa vuol dire tecnica? Se un ingegnere viene indicato da un partito non è tecnico, se viene dall’esterno allora è un tecnico. Eviterei questa distinzione».

Adduce non vuol parlarne, sostenendo che si tratta di scelte che spettano ai partiti. Avete individuato le deleghe sulle quali bisogna intervenire all’insegna del rilancio dell’azione politico amministrativa?

«Per ora stiamo lavorando in vista dell’appuntamento di ottobre per la candidatura».

L’urbanistica potrebbe essere uno dei settori sotto osservazione? 

«Bisogna approvare gli strumenti urbanistici, anche se la nostra città sembra composta da soli esperti. Il Pd si è impegnato per la salvaguardia dei lavoratori, sul caso Valdadige, sulla cementeria, sulla discarica,  perchè i temi forti della città sono anche altri».

Ma se un assessore come Ina Macaione, dice che non l’hanno fatta lavorare, che succede?

«Ci ho parlato, ma l’assessore Macaione deve spiegare chi non l’ha fatta lavorare, deve dire chi la blocca. Non vorrei che dietro le enunciazioni si vogliano nascondere le proprie responsabilità e il proprio immobilismo».

A chi parla del Pd come di un partito molto litigioso, lei cosa risponde?

«Nel Pd, è sotto gli occhi di tutti, ci sono state fibrillazioni a livello locale e regionale. Ci sono due anime, cattolica moderata e riformista, e trovare un collante è stato difficile. Spero che Renzi elimini le correnti, con rispetto al pluralismo interno. Servono regole che devono valere sempre».

Questo vuol dire che finora non erano state rispettate?

«Quando il sindaco l’anno scorso azzerò la giunta, lo fece proprio perchè non riusciva più a dialogare coi partiti. A Matera con la mia segreteria stiamo raddrizzando la barra, voglio includere, dialogare. L’idea è quella di svolgere anche forum tematici in modo che giungano indicazioni all’amministrazione. Penso, ad esempio, alle macroregioni. Io sono contrario,  ma mi fa specie che proprio coloro che hanno spinto per aggregarsi alla Puglia, oggi parlino di questo tema. Bisogna difendere la nostra identità per questo dico a Pittella che stia attento, continui a lavorare bene come sta facendo, evitando che la Basilicata diventi appetibile per altre regioni per le sue risorse energetiche. Sul petrolio  non dobbiamo permettere che le decisioni vengano prese a Roma».

L’amministrazione Adduce sta terminando il suo mandato. Il Pd pensa ad un bis?

«L’amministrazione sta lavorando bene, pur tra mille difficoltà, pur dovendosi difendere dal fuoco amico. Quello che ha fatto di buono Adduce, non l’ho visto fare nei due anni di giunta Buccico. Personalmente sarei per una sua seconda candidatura. Credo che Adduce possa continuare a lavorare, ma se ne discuterà nel Pd e nella coalizione».

a.ciervo@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?