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Finanziaria, venerdì di passione per il Consiglio regionale
Maggioranza "distratta". Salta il voto

Basilicata

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POTENZA - Un via crucis che non finisce con il Venerdì Santo. La discussione in Consiglio sulla Finanziaria regionale salta alla quarta seduta per mancanza del numero legale, ed esplode la polemica. Si doveva andare avanti a oltranza per licenziare finalmente la manovra e invece la riunione è stata interrotta dopo tre e ore e mezzo di lavoro.

A “venir meno” al momento del voto  tre consiglieri della maggioranza (Polese, Benedetto e Robortella), oltre all’assente “giustificato”, Giuzio. Quindi, la decisione della conferenza dei capigruppo di rinviare la lunga maratona a martedì 22. Durissimi i commenti dell’opposizione e in particolare di Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. Parla di «spettacolo «indegno», il capogruppo pentastellato, Gianni Leggieri: «Non è possibile affrontare una riunione del Consiglio regionale così importante per i cittadini lucani - commenta - con tanta superficialità ed indifferenza».

Gianni Rosa affonda: «I problemi dei lucani, la crisi delle aziende e la disperazione delle famiglie possono aspettare. La rivoluzione pittelliana per un pugno di poltrone vacanti. Evidentemente - insiste l’esponnete di Fratelli d’Italia - tra l’approvazione della legge regionale più importante e le ferie Pasquali, i consiglieri di maggioranza preferiscono queste ultime».

Una decisione che non sarebbe piaciuta nemmeno al presidente Pittella, intenzionato a liquidare la manovra prima delle vacanze pasquali. Ma è il capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli a replicare: «La mancanza del numero legale è solo un episodio e come tale va visto. La maggioranza è politicamente e percentualmente forte».

Ma quello di ieri è stato un vero e proprio venerdì  di passione per i consiglieri lucani, alle prese con la lunga lista di articoli, emendamenti, subemendamenti e ordini del giorno.  

Una mole di materiale carteceo in cui più di qualcuno ha fatto fatica a orientarsi e stare al passo, come hanno lamentato più volte i consiglieri Perrino e Mollica. E come del resto dimostrano i fatti: in più di tre ore di seduta sono stati approvati solo sei articoli del Collegato al bilancio. Tra cui - dopo un lungo dibattito non senza polemiche - quello relativo allo spostamento della sede legale dell’Agenzia per la promozione del territorio da Potenza e Matera. Bocciato, invece, l’emendamento di Castelgrande su una sorta di “succursale” dell’Apt a Venosa. Ma le motivazioni della Giunta alla decisione di portare l’Agenzia a Matera non convincono affatto l’opposizione. «Una risposta al Pd di Matera che batte cassa per il sostegno garantito al presidente in campagna elettorale», per Fratelli d’Italia. «Nessuna vera logica di sviluppo», per Franco Mollica.

Per il consigliere Romaniello (Sel), invece, la questione è un’altra: la  pianificazione del turismo che dovrebbe sottendere al provvedimento andrebbe discussa in altra sede e non all’interno  di una Finanziaria. Stessa posizione anche per il consigliere di Forza Italia, Michele Napoli che però ribadisce la validità della scelta.

Mentre per Leggieri «non è lo spostamento della sede legale a poter rilanciare il turismo lucano». A difesa del provvedimento, il consigliere materano Achille Spada, ma anche l’ex sindaco di Potenza, Vito Santarsiero che anzi aggiunge: «Matera è la naturale sede dell’Apt».   Ha ottenuto l’ok in Consiglio un altro contestato provvedimento relativo ai recuperi volumetrici, dietro cui - sempre secondo Rosa - si cela solo l’ennesimo condono edilizio. Ma il grosso della matassa rimane ancora tutto da sbrogliare. E in particolare sono due gli emendamenti della maggioranza su cui stanno ancora lavorando gli uffici tecnici. Il primo è quello relativo all’aumento dell’Irap per le società petrolifere che operano in Basilicata. Più che altro un segnale politico, visto che dall’aumento della tassazione si ricaverebbero poche centinaia di migliaia di euro. Che però dovrebbero consentire di alzare la soglia di esenzione dal previsto aumento dell’addizionale Irpef per le famiglie con reddito compreso tra 55 e 75 mila euro. L’altro emendamento ancora in via di definizione è quello relativo al trasferimento per la città capoluogo. In pratica rimane da definire la parte più importante: la posta in bilancio e la sua copertura. Tutto rimandato alla prossima settimana.

m.labanca@luedi.it

 

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