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Finanziaria, avanti con i lodi
Giorni di trattative per i numeri in aula

Basilicata

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POTENZA - Se a provocare la figuraccia della maggioranza che venerdì scorso ha fatto venir meno il numero legale per il voto della Finanziaria sono state solo questioni di superficialità, sui banchi del Consiglio il meglio deve ancora arrivare. Non solo in termini di mole di lavoro che i consiglieri hanno ancora tutto davanti, ma soprattutto per la sostanza dei provvedimenti da approvare. E in attesa del nuovo appuntamento in aula continuano le “trattative” per garantire i numeri in aula.

Nelle maglie dei tre ddl che martedì torneranno in aula, corredati da un vastissimo numero di emendamenti e subemendamenti, si annidano almeno tre lodi destinati a far discutere e non poco. Il primo, quello relativo all’istituzione della Fondazione per la ricerca scientifica in ambito sanitario. Ovvero, l’emendamento aggiunto dall’Esecutivo alla legge di stabilità regionale che ha già fatto saltare dalla sedia il segretario della Cgil, Genovesi. 

Se tutta la parte precedente del ddl sembra improntata al taglio dei costi in Sanità, la previsione della Fondazione sembra andare in direzione completamente opposta. Per il solo avvio ci vorrebbero quasi 100.000 euro. La Cgil ne ha chiesto l’immediata cancellazione. Provando a smascherare l’operazione: «Si tratta di operazioni finalizzate a piazzare qualcuno, sprecando e male utilizzando finanziamenti pubblici, statali o regionali». 

Del resto anche la Corte dei Conti si era espressa molto chiaramente contro il proliferare di Fondazioni e organismi di questo tipo. Lo hanno ricordato i consiglieri del Movimento 5 Stelle anche se nello specifico si riferivano all’altra Fondazione prevista in Finanziaria, ovvero quella a sostegno della candidatura di Matera a capitale della cultura 2019. e che dovrebbe gestirne gli ingenti finanziamenti. 

In aula il presidente Pittella, seppure en passant, una difesa all’organismo di ricerca in ambito sanitario l’ha già tentata: si tratterebbe di una realtà di eccellenza che la Basilicata potrebbe vantare in ambito scientifico. «Una preziosità che non esiste in Italia e che dovrebbe essere salutata con grande gioia». E’ molto probabile che la maggioranza riuscirà a far passare il provvedimento. Tanto più che ancora prima di fare la Fondazione, si sarebbe già fatto il nome del suo presidente: quello dell’ex assessore alla Sanità, Attilio Martorano.

E’ di iniziativa del consigliere del Pd, Vito Santarsiero con l’aggiunta di qualche altro collega di maggioranza il correttivo apportato al ddl “Collegato alla legge di bilancio 2014-2016” anche il lodo “precari Po Fesr”. Proprio così, i precari che da settimane manifestano davanti alla Regione e per i quali sembrava non esserci più nulla dare. Il Collegato prevede non solo la proroga dei contratti scaduti a novembre dell’anno scorso fino ad agosto del 2014, ma soprattutto la stabilizzazione dei collaboratori con selezione avvenuta con procedure concorsuali di evidenza pubblica. Un provvedimento sui cui ci sarebbero dubbi anche in seno alla stessa maggioranza. 

Ma l’atto più atteso è quello relativo al cosiddetto “emendamento Potenza”. Ovvero il regalo della Regione per tentare di salvare la città capoluogo dalla bancarotta. Come farlo? Attraverso un emendamento - anche questa volta promotore ne è Santarsiero insieme ad altri consiglieri di maggioranza - al Collegato di bilancio che dal titolo avrebbe l’aspetto di un provvedimento molto più generale e dai benefici estesi a tutti i comuni: “Fondo di coesione territoriale e dei diritti di cittadinanza”. A dispetto del nome però si tratta di un articolo studiato ad hoc per il capoluogo. 

Che dovrebbe risucchiare la quasi totalità delle risorse stanziate per il fondo.
Come ha anticipato il consigliere Mario Polese nel corso della conferenza stampa di ieri di presentazione della lista delle amministrative, ben nove dei dieci milioni sarebbero destinati a rimpinguare le casse del capoluogo.
m.labanca@luedi.it

 

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