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"Salva Potenza", Santarsiero porta a casa
nove milioni per il capoluogo

Basilicata

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FINIRANNO per il 90 per cento (nove milioni di euro) nelle casse del Comune di Potenza, arrivano per la metà (5 milioni) dalle risorse che la Regione avrebbe dovuto trasferire ad Acquedotto lucano per consentire una riduzione delle tariffe. Per l’opposizione «soldi  tolti direttamente dalle tasche dei lucani». Di fatto, risorse accantonate per appianare un debito, spostate su un altro debito. Ce lo si aspettava e alla fine è stato così: l’emendamento “salva Potenza” ieri ha infiammato il dibattito consiliare. Una lunga discussione, ripresa in più fasi, che però non ha cambiato l’esito piuttosto atteso: approvazione, a maggioranza, con dodici voti favorevoli e sei voti contrari (Rosa, Mollica, Napoli, Castelluccio, Perrini e Leggieri).

Prima, però, l’opposizione di Fratelli d’Italia, Udc e Fi, ha provato a dare attaglia: una «schifezza» travestita con «un artefizio». A partire dal titolo del tanto controverso articolo 18 del ddl di Stabilità presentato in mattinata dalla relazione del consigliere ed ex primo cittadino del capoluogo che ha proposto l’emendamento, Vito Santarsiero: “Fondo di coesione territoriale”. Sulla carta un fondo destinato ai comuni per potenziare e incentivare quei servizi sovracomunali, come giustizia e sanità. Nella pratica un “regalo” alla città di Potenza per salvarla dal dissesto finanziario (quasi cento milioni di euro di debito): in due anni, nove dei dieci milioni della voce in bilancio saranno destinate al capoluogo di regione. Centomila euro all’Unione dei Comuni e pochi spicci (la rimanente parte è di 900.000 euro) a tutti gli altri comuni lucani.

Il consigliere Rosa (FdI) che chiede conto della provenienza delle risorse per alimentare il fondo accusa la maggioranza di aver “scippato” quei soldi a tutti i lucani e di averli distratti rispetto ad altre reali priorità. «Il Pd  è compatto su questo emendamento per coprire le schifezze fatte tanti anni di amministrazione del centrosinistra».

Mollica (Udc) gli fa eco: «Mamma Regione non si può farsi carico della mala gestione dell’amministrazione comunale. E poi ci sono tanti altri comuni sull’orlo del collasso finanziario, magari quelli in cui Potenza va a portare la sua spazzatura».

Anche Michele Napoli (Fi) affonda: «Una vergogna. Come ormai si ripete da anni. Solo che  a fronte di questi trasferimenti non c’è stato alcun miglioramento dei servizi. In pratica soldi buttati».

A difendere l’emendamento, «che ho contribuito a scrivere insieme a Santarsiero» è il capogruppo del Pd, Nicola Cifarelli: «Il problema e’ esattamente il contrario. I guai di Potenza derivano anche dal fatto che negli anni precedenti è stata sottovalutata nel suo ruolo di città di servizi. Qui, erroneamente, si sta solo provando a spostare la campagna elettorale per le prossime amministrative».  Per Santarsiero un «attacco eccessivo» su città e l’amministrazione da parte dell’opposizione. E proprio all’ex primo cittadino spetta la difesa della gestione del capoluogo: «Non riceviamo contributi dal 2007. Due anni fa abbiamo ricevuto 6 milioni di euro. Il Comune di Potenza non ci sono spendaccioni. Abbiamo dimezzato il debito. Se l’Italia avesse fatto come noi, sarebbe la Germania». Fa dichiarazione di voto favorevole “per fede” il consigliere Paolo galante. E alla fine il fronte dell’opposizione non trova i numeri giusti per evitare l’approvazione della norma, insieme a quella del petrolio, più scottante di questa Finanziaria. E Santarsiero commenta soddisfatto: «Un atto particolarmente significativi, per tutti i comuni che erogano servizi sovracomunali, per Potenza. Un grazie al presidente Pittella e alla maggioranza che è stata compatta ed omogenea».

m.labanca@luedi.it

 

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