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Petrone: "Non sarò un accentratore"
E invita i cittadini alla responsabilità

Basilicata

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POTENZA - «Alla fine il rinnovamento vero lo fanno ai cittadini», dice Luigi Petrone. Perché i partiti possono proporre varie opzioni, puntando su età diverse e mescolando storie tra le candidature. «Ma la scelta è una responsabilità che spetta agli elettori». Eccola la ricetta di rinnovamento - sperato, auspicato, promesso - che il candidato sindaco del centrosinistra, Luigi Petrone, declina in un termine che gli è molto caro. Di «responsabilità» parla spesso. Lo ha fatto anche ieri, durante la presentazione pubblica dell’adesione dei Popolari uniti alla coalizione. La consegna ufficiale di alcune proposte da parte del partito al candidato sindaco, è stata l’occasione per affrontare temi e priorità da discutere in città. Soprattutto, però, è stata l’occasione per raccontare un modello.

Quello a cui si ispira Petrone ha nell’«ascolto» la parola chiave. «In questi giorni in cui sto girando e parlando con la popolazione, scopro dell’esistenza di tante, tantissime associazioni attive in città, in vari settori. Si muovono, lavorano, riempiono di contenuti e impegno la quotidianità cittadina. Vorrei governare con loro, con tutti loro». E non solo, ha spiegato, perché la casse del Comune sono in rosso e non «si possono nè promettere, nè pretendere libri dei desideri». È tempo di cose giuste, piccole, fattibili. «Ma anche i cittadini devono darsi da fare, a tutti tocca uno sforzo di responsabilità, di cura verso questa città». Dietro la voglia (e la promessa) di «coinvolgimento» c’è anche l’idea che «la partecipazione  e il confronto siano l’unica via possibile». Sa bene che il sindaco uscente Santarsiero «ha un carattere con la tendenza a essere più accentratore. Io proverò ad amministrare nell’unico modo che immagino, con gli altri». A partire dal consiglio comunale di cui sottolinea ruolo e competenze: «Non stanno lì solo ad alzare la mano quando serve».

Un’idea condivisa anche dai Popolari uniti che recuperano in questa campagna elettorale il rapporto con il resto del centrosinistra comunale. Nell’ultimo scorcio di consiliatura alcuni dissidi interni hanno portato alla spaccatura della squadra originaria e a diversi scontri con il sindaco Santarsiero. «Un momento - ha spiegato il capogruppo comunale dei PoPolari uniti, Sergio Potenza - Non c’è mai stato dissidio con il centrosinistra, il nostro era un controbattere all’atteggiamento di un uomo solo al comando».

Ora, pensando a ri-conquistare l’amministrazione, spiegano il perché di una «svolta». Così come dice lo slogan scelto, la lista e i temi proposti in coalizione dai Popolari «parlano di cambiamento».

«Mescoliamo esperienza e giovinezza, suggeriamo spunti di innovazione e raccogliamo un pezzo di attivismo civico». La lista dei PU, infatti, ingloberà alcuni candidati in arrivo da “We love Potenza”, il movimento nato dal lavoro di Enzo Fierro. Per la prima volta, seppur nella stessa coalizione, non seguirà la campagna elettorale al fianco dello zio, l’ex sindaco Tanino Fierro, che questa volta è con Scelta civica.

In dodici proposte, i Popolari hanno riassunto l’idea di una Potenza diversa, più accogliente, meno chiusa, anzi «connessa». Grazie alla tecnologia, ma anche grazie a un lavoro da fare sul sociale, alla valorizzazione dell’università, a una mobilità sostenibile e rigorosa. «Su tutto, un bilancio partecipativo, che raccolga idee e istanze dei cittadini».

E la discontinuità con il passato? «Non sono espressione di nessuno, non di singoli. Se ho accettato questa sfida - ha detto Petrone - è perché qualora le cose non dovessero seguire le indicazioni che mi sono dato, non avrei paura a lasciare. Tornerei al mio lavoro di avvocato: in 35 anni ho sempre fatto la libera professione, ecco, appunto, libera».

 

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