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Partita la corsa per la successione alla Regione
E tra i nomi spuntano tre donne e un avvocato

Calabria

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COSENZA - La legislatura si trascina verso la fine con la pantomima che si è consumata ai piani alti di Palazzo Campanella, dove si è ignorato che il giorno prima il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti si è formalmente dimesso presentando la lettera alla segreteria di giunta. Una giornata iniziata con Talarico che apre la conferenza dei capigruppo osservando che la lettera «non è arrivata» a Reggio (LEGGI L'ARTICOLO), con i capigruppo del centrosinistra che lasciano la Conferenza per incontrare i giornalisti e gridare allo scandalo. Poi nel pomeriggio una nota da Palazzo Alemanni informa che la lettera è stata inviata a Reggio. Un'ora di attesa e ecco che da Palazzo Campanella, dove nel frattempo le luci sono rimaste accese, una nota ufficiale comunica che “...alle 19,07 è arrivato il fax”.
A quel punto Talarico riconvoca la Conferenza dei Capigruppo per mercoledì 7 maggio (formalmente rispettando i 10 giorni dalle dimissioni del presidente) per decidere la data del consiglio in cui ratificare le dimissioni di Scopelliti. La giornata, insomma, si chiude nel peggiore dei modi, con palesi resistenze per allungare in modo artificioso una legislatura che è finita, alimentando quel clima di antipolitica che aleggia sulla massima assemblea regionale, tutta tesa a cambiare le regole del gioco (legge elettorale) per “tutelare” qualche uscente.
Diciamo che le perdite di tempo hanno almeno tre motivazioni: 1) assicurare ai 50 consiglieri lo stipendio per almeno un altro mese, 2) fare in modo che le dimissioni non interferiscano con la campagna elettorale di Scopelliti per mantenere l’impegno dei consiglieri regionali; 3) fare in modo che il centrodestra si organizzi sulla successione a Scopelliti alla guida della coalizione.
Ovviamente al centrosinistra, tutto questo caos alla fine non dispiace affatto, perché la coalizione non ha sciolto tutti i nodi sulla candidatura alla presidenza e le primarie annunciate dal segretario Magorno per fine giugno ancora non sono state attivate. Anzi, molti dei piccoli partiti alleati del Pd sperano che non si facciano e che si convochi una tavolo nazionale per sciogliere le riserve e lanciare una candidatura la più unitaria possibile. Dopo il no del magistrato Nicola Gratteri, sono molte le indiscrezioni in questi giorni che portano a pensare che alla fine Matteo Renzi opti per un’altra soluzione dall'alto.
In alcuni ambienti politici del Pd (molto ristretti) si fa anche il nome del probabile candidato, si tratta del parlamentare Ernesto Carbone. L'avvocato di Cosenza, 40 anni, alla prima legislatura in parlamento, è stato eletto nel Pd in Lombardia. Noto alle cronache per essere il proprietario della “Smart” che il premier Renzi utilizza per gli spostamenti a Roma, negli ultimi tempi spesso viene mandato nei talk politici in Tv per la sua capacità di bucare il video. Ernesto Carbone ha masticato politica in famiglia sin da giovane, suo padre militante della Dc era un fedelissimo di Riccardo Misasi e avrebbe tutte le caratteristiche (età anagrafica e rampantismo) per incarnare il “renzismo” in Calabria. Certo, in caso di primarie dovrà vedersela con Mario Oliverio, ma la cosa non sembra preoccuparlo.
Sul fronte del centrodestra, invece, tutto è fermo, si aspetta il risultato delle Europee per capire a chi tocca la leadership della coalizione. Infatti le elezioni europee hanno una doppia valenza in Calabria, non solo per la tenuta del governo Renzi, ma, soprattutto, per capire se il Nuovo Centrodestra ha maggiori consensi rispetto a Forza Italia e, probabilmente, chi arriverà prima metterà un'ipoteca sul nome del futuro candidato presidente. In caso dovesse toccare a Forza Italia la scelta, già si fanno i nomi di due donne: Wanda Ferro, la cui capacità amministrativa è ampiamente riconosciuta in Calabria e Jole Santelli. Quest’ultima, però, sembra più interessata a ruoli nazionali nel partito di Berlusconi.
Le scelte dell'Ndc, invece, potrebbe dipendere dalla fine della legislatura. Se si dovesse concludere in crescendo le quotazioni della vicepresidente Antonella Stasi potrebbero salire, altrimenti potrebbe spuntarla il senatore Nico D'Ascola. Sono due figure su cui il Ncd è pronto a scommettere, non a caso potrebbero essere schierate a sindaco a Crotone e a Reggio.

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