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Royalties, bonus, trasporti e istruzione
Sono i grandi temi del governatore

Basilicata

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POTENZA - «Il primo problema è quello dei trasporti, ci sono ragazzi a Baragiano che non hanno la possibilità di andare a Muro a frequentare il liceo e sono costretti ad iscriversi a Potenza. Questo crea problemi sul ridimensionamento. Abbiamo le scuole ma non abbiamo la possibilità di farli frequentare perché mancano i mezzi. Altro problema è quello dell'edilizia scolastica: per poter sostituire un vetro abbiamo spostato per un mese un’intera classe. Più del salva precari avremmo bisogno di fondi per ristrutturare le scuole, anche perché non abbiamo neanche i laboratori. Chi si è iscritto egli istituti professionali non potrà avere una qualifica perché non ci sono fondi. Possiamo dare qualche speranza lavorativa a tutti quelli che si diplomano?». Non sono parole di Pittella ma del dirigente scolastico Domenico Gravante. Un’analisi lucida e senza critiche politiche sullo stato della scuola in questa parte di Basilicata.

E sono state queste parole ad introdurre Pittella nel suo intervento agli studenti. «Per costruire una regione coesa - dice Pittella - abbiamo bisogno di passare dalla conoscenza che ci aiuti ad eliminare quel cortocircuito che si è creato tra la politica, le istituzioni e la società. E questa regione ha grandi potenzialità. Nel passato gli errori ci sono stati e la responsabilità, forse, è anche nostra». Poi, sempre parlando agli studenti: «Dovete sapere di cosa dispone la cassaforte regionale e come la classe dirigente decide di spendere i vostri soldi e poi misurare questa spesa. Viviamo in una regione con un indice di povertà al 33%, ma vogliamo recuperare e per farlo veniamo nelle vostre case. Non possiamo fare tutto come un tempo o illuderci di vivere al di sopra delle nostre possibilità e scoprirci alla fine del tunnel quasi sprofondati in un baratro. Per fare questo c’è bisogno di una politica che litiga meno per le dirigenze e un po’ più per le questione comuni».

Il discorso, durante l’analisi della manovra finanziaria arriva quasi subito sulla questione royalties: «C'è una discordanza - dice il governatore - tra quanto diamo all'Italia, ovvero il 15% dell’approvvigionamento energetico nazionale e quanto riceviamo. La nostra battaglia è avere molto di più non solo in termini economici ma imprenditoriali». La questione si innesta subito sul piano dei trasporti. «In poche settimane - dice Pittella - abbiamo sbloccato due grandi problemi contenuto nel quadro strategico delle infrastrutture. Su tre miliardi chiesti nel quadro ne abbiamo 400 milioni. Con questi finanzieremo la Tito Brienza per 100 milioni e il primo lotto della Potenza-Melfi. Ma se riuscissimo a recuperare dal petrolio le risorse necessarie, magari 5 600 milioni oltre questi noi potremmo fare ulteriori opere che stanno nel quadro strategico». Poi i rifiuti, altra nota dolente: «Per evitare di mantenere le discariche dobbiamo potenziare il sistema differenziata. Attualmente i costi sono esorbitanti. Eppure, come nel servizio idrico integrato, abbiamo la tariffa più bassa d’Italia ma il 30% dell'acqua si perde perché le tubazioni sono vecchie. Stiamo facendo uno sforzo per sostituirli, dovremmo alzare le quote ma non possiamo in questo momento di crisi».

Altro aspetto, senza nascondersi, è quello dell’assetto del territorio e la protezione civile: «Abbiamo stanziato 5 milioni ma il fabbisogno che i nostri Comuni è sui 300 milioni di euro». E qui si comincia a parlare di card benzina. «Le risorse sono poche - dice Pittella - per questo ho chiesto il tesoretto per la card benzina. Quella card viene distribuita ad ogni cittadino in maniera indiscriminata. Penso che quei 250 milioni di euro li spenderei per i poveri e il dissesto idrogeologico». E qui Pittella strappa un applauso a scena aperta da parte degli studenti che lascia un po’ sorpresi.

Ma sulla questione povertà (con annesso programma Copes) c’è molto di cui discutere. Si parte dall’aumento dell’Irpef sui redditi alti e quello sull’Irap aumentata per i petrolieri: «quest’ultima consigliata da gruppo di minoranza».

Bisogna capire - continua Pittella - che il contrasto alla povertà è il nostro primo asset. Abbiamo rinnovato fino al 31 luglio i Copes, i cosiddetti poveri “cronici” ma con i sindacati stiamo cercando di mettere insieme una misura di reddito minimo di inserimento, per borse di studio e diritto allo studio». Qui c’è la vera svolta: Pittella sta studiando una misura di reddito di cittadinanza. Una proposta che in fase elettorale sembrava utopia sarà «sperimentata». Quando però è troppo presto per dirlo.

v. p.

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